30 views 3 mins 0 comments

Omicidio Aurora Tila, l’ex fidanzato confessa in appello: «Sono stato io»

Di In Cronaca
Luglio 14, 2026
gkzjslwaaveim jfif

Svolta nel processo per l’omicidio di Aurora Tila, la 13enne morta il 25 ottobre 2024 dopo essere precipitata dal settimo piano di un condominio a Piacenza. Nel corso del processo d’appello, l’ex fidanzato della ragazza, già condannato in primo grado a 17 anni di reclusione, ha ammesso per la prima volta di essere stato lui a ucciderla, cambiando la versione dei fatti sostenuta fino a oggi.

Il giovane ha dichiarato di aver spinto Aurora dal balcone e ha chiesto scusa sia per il delitto sia per aver atteso così tanto tempo prima di confessare. L’udienza è stata rinviata al 10 settembre, data in cui la Corte d’Appello proseguirà l’esame del caso.

La confessione è stata commentata dall’avvocato Emilio Malaspina, legale della madre della vittima, che ha definito l’ammissione «la chiusura di un cerchio», auspicando tuttavia la conferma della condanna pronunciata in primo grado. Secondo il legale, la confessione è arrivata troppo tardi per poter incidere in maniera significativa sulla valutazione della pena e potrebbe essere stata resa con l’obiettivo di ottenere uno sconto rispetto ai 17 anni inflitti dal Tribunale per i minorenni di Bologna.

Il ragazzo era stato riconosciuto colpevole di omicidio pluriaggravato al termine del processo celebrato con rito abbreviato. I giudici avevano riconosciuto tutte le aggravanti contestate, compresa quella relativa agli atti persecutori nei confronti della giovane.

L’inchiesta aveva ricostruito una relazione sentimentale durata alcuni mesi e conclusa prima della tragedia. Dopo la fine del rapporto, il comportamento dell’ex fidanzato sarebbe diventato sempre più ossessivo e possessivo. Aurora aveva confidato alle amiche di sentirsi perseguitata e di essere stata seguita in più occasioni. Cercando di comprendere la natura della relazione che stava vivendo, si era rivolta anche a un sistema di intelligenza artificiale per chiedere informazioni sulla differenza tra un amore sano e uno tossico.

Un testimone aveva riferito agli investigatori di aver visto la ragazza aggrappata alla balaustra del balcone mentre il giovane le colpiva le mani, facendola precipitare nel vuoto. Durante il processo di primo grado, inoltre, un ex compagno di cella dell’imputato aveva raccontato che il ragazzo gli aveva confidato di aver spinto Aurora.

La Procura aveva chiesto una condanna a 20 anni e 8 mesi, mentre il Tribunale per i minorenni aveva inflitto una pena di 17 anni il 3 novembre 2025. La sentenza aveva suscitato forte emozione a Piacenza, dove centinaia di persone, soprattutto giovani, avevano partecipato a iniziative e manifestazioni contro la violenza di genere in memoria della tredicenne.

Con la confessione resa in appello, il procedimento entra ora in una nuova fase. Sarà la Corte d’Appello a valutare il peso delle dichiarazioni dell’imputato e a decidere se confermare o modificare la sentenza di primo grado.