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Ceuta, la crisi migratoria apre un nuovo confronto nell’Unione europea

Di In Politica
Agosto 05, 2026

La città spagnola di Ceuta, situata sulla costa nordafricana e confinante con il Marocco, è al centro di una nuova crisi migratoria che coinvolge anche le istituzioni europee. Tra il 30 e il 31 luglio 2026 decine di migliaia di persone hanno raggiunto il territorio spagnolo attraversando il confine via terra oppure entrando dal mare.

Il ministero dell’Interno spagnolo ha stimato circa 50 mila ingressi nelle prime ventiquattro ore. Le autorità locali hanno indicato una cifra complessiva ancora più alta. La maggior parte delle persone è poi rientrata in Marocco, mentre alcune migliaia sono rimaste a Ceuta.

Gli attraversamenti hanno causato numerose vittime. Le autorità spagnole hanno comunicato almeno 72 morti, soprattutto per annegamento e incidenti avvenuti durante la corsa verso il confine. Tra le persone rimaste nella città figurano anche più di 800 minori arrivati senza familiari, affidati alla protezione delle strutture spagnole.

Secondo le ricostruzioni delle autorità e delle agenzie internazionali, la mobilitazione è stata favorita dalla diffusione sui social network di messaggi che descrivevano il confine come aperto. Altri contenuti riportavano informazioni imprecise su una recente decisione giudiziaria spagnola e sulle procedure di rimpatrio.

Il governo di Madrid ha rafforzato la presenza delle forze di sicurezza e ha avviato un coordinamento con il Marocco. La Spagna ha inoltre installato una barriera galleggiante lungo un tratto della costa per limitare gli attraversamenti via mare.

La crisi è arrivata rapidamente al centro del dibattito politico europeo. Il 4 agosto i ministri dell’Interno dell’Unione europea hanno programmato una riunione informale dedicata alla situazione di Ceuta. Il confronto riguarda la protezione delle frontiere esterne, l’assistenza alle persone vulnerabili e la collaborazione con i Paesi di origine e transito.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto un maggiore sostegno europeo alla Spagna e una cooperazione più ampia con il Marocco. La vicenda rappresenta anche una prova concreta per il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato nella fase applicativa nel giugno 2026.