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Pedro Sanchez: “Ceuta e Melilla saranno sempre spagnole”

Di In Politica
Settembre 04, 2026
Pedro Sanchez: "Ceuta e Melilla saranno sempre spagnole"

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha tenuto un incontro in Parlamento per chiarire quanto accaduto a Ceuta durante l’estate.

La posizione della Spagna

“Ceuta e Melilla saranno sempre spagnole” sono queste le parole con cui Pedro Sanchez ha aperto il suo discorso sottolineando dunque che, nonostante la loro collocazione in territorio marocchino, le due città restano sotto il controllo spagnolo, come stabilito da un accordo diplomatico stipulato tra Spagna e Marocco. Dopodiché fa un appunto all’Unione Europea sottolineando il suo mancato supporto durante la crisi di Ceuta, a differenza della Groenlandia e di Lampedusa.

Cosa è accaduto a Ceuta

A fine luglio 2026 a Ceuta si è realizzata quella che potrebbe essere definita come una grande crisi migratoria: migliaia di persone sono infatti entrate nella città attraversando la frontiera a nuoto, con galleggianti, qualcuno anche a piedi costeggiando la recinzione di confine e senza che nessun agente li fermasse. Nell’arco di poche ore la città si è riempita di migranti che camminavano scalzi per le strade e si riposavano nei parchi e mentre il numero cresceva aumentava anche l’apprensione e il panico dei residenti. Molti negozi sono stati chiusi, la gente si è rintanata in casa e il governo spagnolo ha aumentato il numero di agenti sul territorio per cercare di contenere la situazione. Alla fine molti dei migranti sono stati fatti rimpatriare e la situazione è tornata piano piano alla normalità.

La posizione del Marocco

Durante l’incontro, Sanchez ha ribadito inoltre il grande contributo prestato dalle autorità marocchine nel ripristinare la normalità a Ceuta, nonostante alcune dichiarazioni spiacevoli fatte da due ministri del Marocco in merito a Ceuta e Melilla verso cui hanno già preso provvedimenti. Infine, si è espresso anche in merito al dossier che nelle ultime ore circola in Spagna, secondo cui l'”invasione” sarebbe stata preparata a tavolino dal Marocco affermando che al momento “non ci sono evidenze solide. ma se ci fossero prove agiremmo di conseguenza”.