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Picchiato a morte a Cervi, tre dei quattro giovani fermati negano accuse

Di In Cronaca
Agosto 13, 2026
Venezia

Nicola Musiani, 54 anni, morì in ospedale il 22 luglio dopo il brutale pestaggio avvenuto a Pinarella. Tre dei quattro giovani arrestati ammettono di essere stati presenti, ma negano di aver colpito la vittima. Il quarto ha scelto di non rispondere. Restano tutti in carcere.

CERVIA — Tre di loro erano presenti, ma negano di aver partecipato al pestaggio. È questa la linea difensiva emersa nell’udienza davanti al Gip del Tribunale di Forlì nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Nicola Musiani, il 54enne aggredito nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia e deceduto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena.

A rispondere alle domande del giudice sono stati Conor Finn Long, 19 anni, Oussama Ragme, 22 anni, e Bilal Mahboubi, 23 anni. Secondo quanto riferito dai loro difensori, tutti e tre hanno ammesso di trovarsi sul posto quella notte, ma hanno respinto l’accusa di aver colpito Musiani. Houssam Abir, 22 anni, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La posizione dei quattro resta comunque al centro dell’inchiesta. Sono accusati, a vario titolo, dell’omicidio di Musiani, che sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani nei pressi di una discoteca a Pinarella. Le indagini dei Carabinieri e della Procura stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e il ruolo avuto da ciascuno dei presenti.

La notte del pestaggio

Musiani viveva da tempo in Romagna e abitava in un camper parcheggiato nella zona di viale Tritone. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio sarebbe stato raggiunto e aggredito da un gruppo di giovani.

Il pestaggio fu particolarmente violento. L’uomo riportò gravi traumi e venne trasportato in ospedale a Cesena. Le sue condizioni, però, non lasciarono spazio a un recupero: Musiani morì il 22 luglio.

Gli investigatori hanno utilizzato anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza e altri elementi raccolti durante le indagini per ricostruire gli spostamenti dei giovani e arrivare all’identificazione dei presunti responsabili.

Un gruppo più numeroso?

Il quadro investigativo potrebbe però non essere ancora completo. Gli inquirenti stanno cercando di identificare tutte le persone che quella notte avrebbero preso parte, a vario titolo, alla vicenda.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, si starebbe cercando anche un quinto maggiorenne, mentre un minorenne sarebbe già stato segnalato alla Procura per i Minorenni. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione investigativa riportata da ANSA, avrebbe provocato l’inizio del pestaggio con alcuni insulti.

Sarà quindi fondamentale stabilire chi abbia materialmente colpito Musiani, chi abbia assistito alla violenza e quale sia stato il comportamento di ciascun componente del gruppo.

I quattro restano in carcere

Il pubblico ministero aveva chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati. La decisione del Gip è arrivata successivamente e ha confermato la permanenza in carcere dei giovani.

Per i quattro, dunque, la vicenda giudiziaria è soltanto all’inizio. Le loro dichiarazioni dovranno essere confrontate con gli elementi raccolti dagli investigatori, a partire dalle immagini e dalle altre testimonianze acquisite nell’inchiesta.

Intanto, a Bologna, la morte di Musiani ha suscitato profondo cordoglio. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso vicinanza alla famiglia e ha fatto sapere di aver chiesto all’Avvocatura comunale di valutare una possibile costituzione di parte civile del Comune nel procedimento. Musiani, infatti, era nato a Bologna ed era cresciuto in città.

Resta ora da chiarire il punto centrale dell’indagine: chi abbia sferrato i colpi che hanno provocato la morte di Nicola Musiani e quale sia stata l’effettiva responsabilità di ciascuno dei giovani coinvolti. Le dichiarazioni rese davanti al Gip rappresentano soltanto una prima versione dei fatti. Saranno gli ulteriori accertamenti della Procura e degli investigatori a stabilire cosa sia realmente accaduto quella notte a Cervia.