C’è un uomo in custodia per il drammatico assalto armato avvenuto nel fine settimana all’ippodromo di Schachen, ad Aarau, durante un festival di musica techno. Nella notte tra domenica e lunedì, intorno all’una, la polizia cantonale ha arrestato un cittadino svizzero di 43 anni, ritenuto l’unico esecutore della sparatoria costata la vita alla ventidueenne italiana Maria Spinelli e in cui sono rimaste ferite altre cinque persone.
Dopo ore di caccia all’uomo e il dispiegamento di massicce forze di sicurezza, le autorità sono riuscite a intercettare e bloccare il sospettato. Secondo le prime note ufficiali diffuse dagli inquirenti della Polizia del Cantone dell’Argovia, gli elementi raccolti finora portano a escludere la presenza di complici: il quarantaduenne avrebbe agito da solo. Rimane tuttavia ancora fitto il mistero sul movente dell’attacco.
La tragedia si è consumata nelle battute finali dell’evento musicale. L’assaltatore ha aperto il fuoco colpendo ripetutamente tra la folla. Per la giovane italiana Maria Spinelli, originaria di Città Sant’Angelo (Pescara), i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili: la ragazza è deceduta sul colpo a causa delle gravi lesioni riportate.
Il bilancio si completa con cinque feriti, trasportati d’urgenza nei vicini ospedali con gravità variabili: si tratta di una cittadina tedesca e quattro uomini svizzeri, di età compresa tra i 24 e i 31 anni.
L’inchiesta si preannuncia complessa. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere del Ticino, i colpi sarebbero stati esplosi in due punti differenti dell’ippodromo e, dettaglio inquietante, sarebbero state impiegate due armi diverse: una pistola calibro 9 e un fucile d’assalto. Questa circostanza aveva inizialmente fatto pensare alla presenza di due killer, un’ipotesi poi smentita o quantomeno ridimensionata dagli investigatori che ritengono il 43enne l’unico esecutore materiale.
Resta ancora da chiarire l’esatta provenienza delle armi e cosa abbia spinto l’uomo a fare fuoco sui partecipanti. Per fare piena luce sui dettagli del fermo e sugli sviluppi investigativi, la polizia svizzera ha annunciato che non rilascerà ulteriori dichiarazioni fino alla conferenza stampa ufficiale fissata per mercoledì 2 settembre alle ore 14:00 presso la stazione di Schafisheim.