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Venezia, una 20enne muore il primo giorno di lavoro

Di In Cronaca
Settembre 02, 2026
Venezia

Venezia, Mariama Barry, 20enne di Stigliano di Santa Maria di Sala, si era diplomata al liceo Majorana di Mirano e si sarebbe iscritta alla facoltà di Relazioni internazionali all’Università di Padova.Sarebbe stato il primo giorni di lavoro, part-time in un Mc Donald’s di Mestre per cominciare a guadagnare un po’ di soldi e contribuire all’impegno dei genitori per pagarle gli studi. Marianna si è spenta il primo settembre, la mattina nel mezzo della rotatoria fra le vie Noalese e Desman in localià Tre Ponti, si stava dirigendo verso la fermata dell’autobus, stava ttraversando la rotonda, poco distante da casa sua, sarebbe stata urtata da un camion e travolta e uccisa da un’auto, un Fiorino rosso, mentre era a terra.

Papà Boubakar è corso sul luogo dell’incidente, le mani sui capelli quando ha visto il telo bianco sul corpo esanime di sua figlia. Mariama era la più grande di cinque sorelle, vivono in una villetta gialla in via Giotto, frazione di Stigliano, distante poco più di un chilometro da dove ha perso la vita Marianna. Mamma Sire ha avuto un malore quando ha saputo che la figlia era morta, a sostenerla è arrivata una sorella con il marito. Con loro, in casa, anche Armando Masiero, per trent’anni amministratore in Comune, dove è stato anche vice sindaco, da sempre amico di famiglia, arrivata dalla Guinea, perfettamente integrata in paese.

In casa il silenzio, al piano di sopra nella camera che condivideva con Mariama c’è Bintou, la sorella di due anni più giovane che iange disperata: “Eravamo tanto unite, io frequento il suo stesso liceo, devo iniziare la quinta stessa sezione, classi sempre vicine, condividevamo tutto. Mariama stava per iscriversi all’Università, voleva laurearsi e trovare un lavoro importante e ce l’avrebbe fatta perché era testarda e caparbia, non c’erano ostacoli per lei. Doveva iniziare anche a farsi la patente. Ci sono dei fogli con i segnali stradali e altre nozioni del codice della strada, li aveva attaccati Mariama al muro per studiarli”.

Venezia

Papà Baubakar: “La mia figlia più grande ha avuto un incidente, Mariama è morta. Ho visto un attimo il suo corpo lì sull’asfalto, dalle ferite credo sia stato trascinato in qualche modo. Mariama doveva essere sulle strisce quando è stata colpita e poi travolta. Lì devono esserci delle telecamere, bisogna capire come è andata. Era bravissima, intelligente, si era trovata un lavoretto per aiutarci con l’università, voleva essere il più autonoma possibile. Non possiamo accettare questa tragedia. Non riesco a capire come sia accaduto, se lei era sulle strisce come hanno potuto non vederla, una persona in mezzo alla strada non si può non vedere.

La procura di Venezia ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica dell’incidente. Sono stati sequestrati i due mezzi coinvolti, il mezzo pesante di una ditta di imballaggi di Quinto di Treviso che era diretto a Mirano per una consegna, e il Fiorino. La giovane avrebbe camminato lungo la pista ciclabile per arrivare ai Tre Ponti e in prossimità della rotonda, sarebbe stata investita. Mariama non è riuscita a completare l’attraversamento forse urtata da un camion, il cui conducente dopo aver visto il corpo a terra dallo specchietto si è fermato, è stata travolta subito dopo da un Fiorino rosso mentre era a terra. Per Mariama non si è potuto fare nulla. All’arrivo dei sanitari del Suem era morta e il corpo è rimasto adagiato sull’asfalto fino dopo mezzogiorno, quando la polizia locale di Santa Maria di Sala ha terminato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. La ventenne si era appena diplomata all’istituto Ettore Majorana di Mirano ed era al suo primo giorno di lavoro. 

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