Daitarn 3, pilastro assoluto dell’animazione tominiana e il disegno inedito dell’autore

Di In Anime e Fumetti
Settembre 02, 2026
Daitarn

Di recente ha iniziato a circolare sui social una immagine “inedita” di Daitarn 3 disegnata direttamente dalle mani del suo autore, Yoshiyuki Tomino, che ritrae Haran Banjo insieme a Beauty Tachiabana e Reika Sanjo, le sue due procaci assistenti.

Daitarn 3 è una serie che in Italia ha avuto grandissima popolarità, grazie anche alla sigla interpretata dai Fratelli Balestra con lo pseudonimo dei Mirconauti, su testi di Luigi Albertelli (lo stesso che ha scritto i testi di Ufo Robot, Goldrake, Capitan Harlock, Capitan Futuro, ecc..).
Tomino ha realizzato anche altre serie di successo come Zambot 3 ma su tutte svetta Gundam iconica serie che negli anni ha mantenuto la sua presenza costante grazie a capitoli nuovi della saga ambientata nell’Universal Century.

Ma torniamo a Daitarn 3.

La serie unisce il carisma dei personaggi con i classici combattimenti tra robot preceduti da una sequenza costante in ogni episodio del cambio modalità della Match Patrol, l’auto di Banjo, in un caccia da combattimento che, una volta inserito all’interno del robot innesca la trasformazione da modalità aerea a quella antropomorfa.
Una sequenza che, come succedeva spesso nei anime robotici, era attesa da tutti i bambini con in aggiunta, in questo caso, di una ulteriore trasformazione: quella dei generali meganoidi che abbandonano la forma umanoide per diventare dei Megaborg, dei grossi robot che sfideranno in combattimento Banjo e il Daitarn ma sempre senza successo.

Un aspetto possiamo dire unico nel suo genere dato che ogni trasformazione è preceduta da uno spaccato di vita del meganoide di turno. Il megaborg è la soluzione finale che arriva dopo che il meganoide di turno ha raccontato le sue motivazioni, a volte la sua storia, e via dicendo. E il sacrificio non è più a bordo di un robot ma è totale dato che sono stesso i meganoidi che trasformandosi combattono in prima persona. Non ci sono navicelle con cui fuggire dopo l’esplosione o la possibilità di rifarsi in un secondo conflitto. No, il meganoide combatte fino alla morte perché è lui stesso il robot da combattimento.

Un’aspetto narrativo che fa molta differenza rispetto agli alti “colleghi” robot e che, insieme al misterioso rapporto tra Koros e Don Zauker, dona a questa serie un tocco di originalità misto a spionaggio, bellezza femminile, gag divertenti.

Il mistero di Koros e Don Zauker e il legame con Haran Banjo

Chiunque abbia visto questa serie si è sempre posto tre interrogativi fondamentali che purtroppo non hanno risposta:

  • Qual è la vera identità di Don Zauker e Koros
  • Cosa unisce questi due personaggi
  • Che fine fa Haran Banjo alla fine della serie

Purtroppo non è possibile dare una risposta a queste tre domande dato che lo stesso autore non si è mai espresso lasciando aperta qualsiasi porta.

Ed ecco quindi che negli anni, tra forum e gruppi tematici su Facebook, si sono sprecate teorie e congetture di ogni tipo.
Ma chi sono questi due villain oggetto di così tante teorie?

Don Zauker: E’ il primo meganoide, ufficialmente creato dal padre di Banjo (Sozo Aran). Ha un aspetto mostruoso con un cervello visibile dentro una cupola di vetro. Per tutta la serie emette solo suoni incomprensibili. Questo lascia pensare che sia il frutto di un esperimento andato male e che altro non sia che proprio il dott. Aran Sozo. Ad avvalorare questa tesi è il fatto che Don Zauker in giapponese si chiama Don Zausā che si pronuncia quasi come Sōzō ed ecco quindi che nascono i dubbi.

Koros: è il Comandante Supremo che per tutta la serie compare accanto a Don Zauker fungendo da interprete adducendo ogni attacco ad una sua richiesta ma, non essendoci certezza di questi ordini, è facile pensare che in realtà sia lei la spietata dittatrice che comanda gli attacchi (anche perché nell’ultimo episodio verrà rivelato che non ha alcuna coscienza di ciò che gli dice Koros)

E che legame c’è tra i due? Una domanda che si presta a diverse interpretazioni perché se è vero che Koros è solo la “voce” del volere di Don Zauker, nell’episodio finale assistiamo al risveglio della sua coscienza e ad una oggettiva preoccupazione per le sorti della donna e di quello che Banjo le ha fatto. Una preoccupazione che fa pensare ad un rapporto che va oltre quello militare suggerito negli episodi precedenti.

Sicuramente le tante congetture sono anche figlie del doppiaggio storico che ha modificato alcuni momenti importanti che sono con il ridoppiaggio hanno assunto un senso diverso, uno su tutti lo scontro finale in cui Banjo dice due cose molto diverse che cambiano il senso della serie:

  • vecchio doppiaggio: Banjo uccide Koros ed esclama: hai avuto quello che ti meritavi
  • nuovo doppiaggio: Banjo uccide Koros ed esclama: che cosa ho fatto…

Una differenza che apre ad altri ragionamenti, non ultimo quello in cui Banjo si rende conto che la sua guerra contro i meganoidi era solo una vendetta personale, accecato dalla rabbia verso chi ha distrutto la sua famiglia e che, forse, è stesso la sua famiglia ad essere stata l’artefice di questa guerra. E solo davanti alla morte di Koros ha compreso che le sue motivazioni non erano altruistiche ma personali. E questo ribalta anche l’idea dell’eroe senza macchia che lotta contro i nemici anche a costo della vita con lo scopo di salvare i più deboli. No, Banjo combatte per se stesso, per vendetta, coinvolgendo in questa guerra anche Beauty, Reika, Toppi e Garrison che, a fine serie, vediamo andare via ognuno per la sua strada senza chiedersi che fine abbia fatto Banjo, forse consapevoli di aver seguito un pazzo in una guerra che non era la loro.
E lo stesso Banjo dopo lo scontro sparisce, nessuno più lo nomina, nessuno fa riferimento a dove sia o ad qualsiasi altra cosa che riporti al lui. Che sia tornato su Marte o che sia chiuso nella villa ormai chiusa da Garrison non è dato sapere. Tomino ha sempre dichiarato che Daitarn 3 ha un finale aperto e che ognuno trova sua conclusione che vuole.
Una scelta che fa storcere un po’ il naso dato che un finale ben chiaro avrebbe reso questa serie un gioiello ma invece resta quel senso di sospeso che, a mio avviso, non meritava.

Il disegno inedito di Tomino.

Torniamo al primo paragrafo di questo articolo, ovvero quello relativo al disegno inedito.
L’immagine è quella della copertina del booklet ufficiale “Special Documents” incluso nel box set Blu-ray di L’invincibile Daitarn 3 visibile qui.
Una immagine disegnata direttamente dalle mani di Tomino utilizzando un foglio A4 dell’album scolastico della figlia e i relativi acquerelli che fu consegnata a Yoshikazu Yasuhiko per essere utilizzata per la copertina del vinile con la colonna sonora dell’anime dato che le immagini realizzate dai disegnatori dell’epoca non soddisfavano Tomino. Ma destino volle che la King Records ne rimandò l’uscita lasciando di fatto questa immagine in un cassetto fino ai giorni nostri, grazie appunto a questa edizione del 2019 del cofanetto Blu-Ray uscito in Giappone.
Una immagine dal forte impatto visivo che nonostante le sue imprecisioni, mostra carattere e spessore e come Tomino volesse che venisse rappresentato il suo “trio all’erta e pieni di brio”.
Una sorta di “guardate e imparate”.
E grazie a questo cofanetto Blu-Ray, questa immagine possono vederla tutti.