Costituita nel 1946, la FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) festeggia i suoi 80 anni probabilmente nel suo momento storico migliore, con sia la squadra femminile che maschile all’apice della pallavolo mondiale, sia in termini di nazionale che di club. Gli ultimi due anni in particolare hanno portato delle gioie attese da anni: il primo oro olimpico della nazionale femminile (il primo italiano in generale nel volley) guidata da Julio Velasco nel 2024 a Parigi e il duplice gradino più alto del mondo sua perla maschile che per le ragazze nel 2025, rispettivamente nelle Filippine e in Thailandia. In totale la federazione ha portato a casa 7 titoli mondiali, 5 dei quali maschili, di cui 3 consecutivi, e 3 argenti olimpici maschili.
L’80esimo anniversario ha visto lo svolgersi degli Europei maschili in casa, con l’Italia uscita ai quarti di finale contro la Finlandia, e le suggestive location, tra cui piazza del Plebiscito a Napoli, con la presenza di tutte le autorità, compreso il Capo dello Stato. L’Italia quindi si conferma al centro del panorama europeo e mondiale nel contesto dell’organizzazione di grandi eventi sportivi, con la CEV (Confédération Européenne de Volleyball) che ha assegnato alla FIPAV anche l’organizzazione delle finali di Champions League femminili.
Le vittorie in campo internazionale e l’esposizione mediatica sempre maggiore dello sport, che si sta sempre più imponendo anche su piattaforma come DAZN ed in chiaro sulla Rai, hanno portato ad una curva di crescita in continua espansione, arrivando nel 2026 a toccare i 360 mila tesserati. Questo permette alla pallavolo di essere la terza federazione più rappresentata a livello nazionale, confermandosi come un punto di riferimento per gli italiani. Tesserati e tesserate, che presentano una distruzione 40-60 a favore delle ragazze, si distribuiscono tra quasi 3.200 società su tutto il territorio nazionale, con Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia che esprimono il maggior numero di tesserati in valore assoluto.
In una recente intervista, il numero uno della pallavolo italiana, Giuseppe Manfredi, eletto nel 2025 con il 97% dei voti, ha spiegato come i successi abbiano una ricaduta importantissima sul movimento e sui territori, e come gli investimenti sulle squadre nazionali siano finalizzati all’incremento del valore dell’intero intorno sportivo. Allo stesso tempo sottolinea l’importanza dei comitati territoriali, i progetti nelle scuole e la formazione continua dei tecnici, oltre al supporto capillare per le società in tutto il Paese.
Uno dei fiori all’occhiello della federazione è il Club Italia, un progetto federale con il compiuto di identificazione, specializzazione e formazione tecnica individualizzato per atlete. Il progetto si articola in una fase di selezione lungo tutto lo stivale durante due o tre stagioni, con l’obiettivo di individuare e di accompagnare verso i massimi livelli i migliori talenti del panorama italiano, facendole giocare sotto la guida tecnica federale all’interno di un club iscritto nella serie A2 femminile. Il programma, avviato nel 1999, ha permesso di raddoppiare il numero di giocatrici di livello per ogni generazione. Tra le tante che hanno fatto parte del Club Italia troviamo Paola Egonu, Alessia Orro e tante altre. Il progetto era previsto anche per il maschile fino alla stagione 18-19.
Come detto, anche i club italiani stanno avendo un grande exploit in campo europeo e mondiale, con la Sir Perugia che ha vinto tutto in campo maschile (Coppa del mondo del Club e Champions League) e Conegliano che si è arresa solo in finale di Champions League femminile alle turche del VakifBank.
Il volley, nonostante la sua grande espansione nazionale e oramai l’impatto economico che riesce a generare, risulta uno sport dilettantistico, con giocatori che guadagnano centinaia di migliaia di euro ma si trovano ancora con contratti da dilettanti. Questione che è tornata prepotentemente dopo la riforma dello sport e che ha visto soprattutto esporsi il Presidente della Lega Serie A femminile volley Mauro Fabris. Il non professionismo, però, ha anche i suoi pro: le leghe pallavolistiche italiane possono ancora mettere dei paletti ad atleti ed atlete di origine straniera.
La federazione, inoltre, si occupa anche del Beach volley, della categoria invernale, lo Snow Volley e della disciplina paralimpica, il Sitting Volley.
I grandi risultati internazionali e la sempre maggiore presenza sul territorio nazionale hanno garantito alla FIPAV più di 17 milioni di euro di contributi erogati da SeS, con un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente ma che prevede un ulteriore aumento nel prossimo anno.