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Garlasco, i legali di Alberto Stasi: «Abbiamo un elemento che farà scalpore»

Di — In Cronaca
Ottobre 04, 2026
Garlasco, i legali di Alberto Stasi: «Abbiamo un elemento che farà scalpore»

La difesa di Alberto Stasi sostiene di avere a disposizione nuovi elementi che potrebbero assumere un peso significativo nell’eventuale richiesta di revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. A rivelarlo è stata Giada Bocellari, legale del 43enne, unico condannato in via definitiva per il delitto, intervenuta a Omnibus su La7.«Quello che posso certamente dire è che ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore a mio giudizio», ha dichiarato Bocellari. L’avvocata ha però precisato che questo elemento «non riguarda le indagini del 2007». La difesa, alla luce della chiusura delle indagini relative al nuovo filone e degli elementi emersi dagli atti della Procura, starebbe valutando sempre più concretamente la possibilità di chiedere la revisione del processo.Nel frattempo, è arrivata una netta presa di posizione da parte di Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, ex consulenti tecnici della difesa di Stasi, in merito agli accertamenti effettuati nel 2007 sul pedale della bicicletta.I due esperti hanno definito «assolutamente» falsa la ricostruzione secondo cui sarebbero stati informati già nel settembre 2007 dell’esistenza di due risultati negativi relativi agli esami effettuati sul campione prelevato dal pedale, successivamente risultato positivo per il profilo genetico di Chiara Poggi.La precisazione arriva dopo quanto affermato a Quarto Grado dal consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, secondo il quale il 24 settembre 2007 i consulenti della difesa di Stasi sarebbero stati informati dal Ris dell’esistenza di due corse negative sul campione del pedale durante una riunione.Avato e Fabbri hanno contestato duramente questa ricostruzione, sostenendo di non avere mai avuto conoscenza, né visiva né documentale, di quei risultati negativi, né all’epoca né successivamente durante il processo.«Di questi si è purtroppo venuti a conoscenza solo di recente dai nuovi sviluppi», hanno spiegato i due esperti, sottolineando che quei risultati non sarebbero mai confluiti nel fascicolo processuale, né sarebbero stati menzionati in atti o consulenze. Secondo la loro ricostruzione, inoltre, non sarebbero stati trasmessi neppure ai periti nominati dal giudice Vitelli nel 2009.I due ex consulenti hanno annunciato l’intenzione di chiedere di essere ascoltati dalla Procura della Repubblica di Pavia come persone informate sui fatti, affinché venga chiarita la vicenda. Hanno inoltre fatto sapere di voler tutelare nelle sedi competenti la propria posizione rispetto alle dichiarazioni di Capra.La vicenda torna così a concentrarsi anche sugli accertamenti scientifici effettuati nei primi anni dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, mentre la difesa di Stasi continua a valutare gli elementi che potrebbero essere utilizzati per chiedere la revisione della condanna definitiva.