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Una Ferrari che non era una Ferrari: il caso di Catanzaro

Di In Cronaca
Maggio 04, 2026
Ferrari contraffatta

A prima vista sembrava una vera supercar italiana, una di quelle che fanno girare la testa al solo passaggio. Linee aggressive, stemmi iconici, dettagli curati. E invece, sotto quella carrozzeria, si nascondeva tutt’altro: una semplice Toyota trasformata per sembrare una Ferrari.

È quanto emerso a Catanzaro, dove la Guardia di Finanza ha scoperto un caso di contraffazione particolarmente sofisticato. L’auto, infatti, era stata modificata in modo da riprodurre fedelmente una Ferrari F355 GTS, modello storico prodotto tra il 1994 e il 1999 e disegnato da Pininfarina.

La trasformazione: un lavoro minuzioso

Non si trattava di un semplice “tuning”. La vettura era stata profondamente alterata sia all’esterno sia all’interno.

Molti componenti originali erano stati sostituiti: cerchi, cofano anteriore e posteriore, passaruota, volante, battitacco e perfino i loghi. Tutti elementi riprodotti per imitare quelli autentici Ferrari, rendendo l’auto quasi indistinguibile a un occhio non esperto.

Il risultato era una replica estremamente convincente, costruita con l’obiettivo di simulare non solo l’estetica, ma anche l’identità del marchio.

La vendita come auto autentica

L’aspetto più rilevante della vicenda è che l’auto non era stata realizzata per uso personale o collezionistico. Era stata messa in vendita, pubblicizzata anche online e in un autosalone, come se fosse una vera Ferrari F355 GTS.

Questo elemento ha trasformato un’operazione di modifica estetica in un caso di possibile truffa commerciale, dato che un potenziale acquirente avrebbe potuto credere di acquistare un’auto di lusso autentica.

L’intervento delle autorità

L’indagine è stata condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, con il supporto di tecnici specializzati inviati direttamente dalla Ferrari.

Dopo gli accertamenti, il veicolo è stato sequestrato e il proprietario denunciato per contraffazione, per poi essere rinviato a giudizio.

Il Tribunale ha inoltre disposto un provvedimento preciso:

smontare tutte le parti contraffatte, distruggerle, restituire all’auto la sua configurazione originale.

Questa vicenda non riguarda solo un’auto modificata, ma solleva un tema più ampio: il valore del marchio e la tutela del consumatore.

Contraffare un oggetto significa appropriarsi dell’identità e della reputazione costruita da un’azienda nel tempo. Nel caso di un marchio come Ferrari, questo valore è enorme, sia in termini economici che simbolici. Per questo, anche una singola auto può diventare oggetto di indagini e provvedimenti severi, soprattutto quando c’è il rischio concreto di ingannare chi acquista.