La scorsa settimana abbiamo parlato di Ken Falco e Grand Prix, due anime dedicati al mondo dei motori che raccontano le gesta di due impavidi piloti impegnati uno nelle corse rally ed endurance e l’altro nella Formula 1.
Ma negli anni 80 in tv arrivarono anche altri due anime che ruotavano attorno a piloti di auto: Supercar Gattiger e Super auto Mach 5.
Anche in questo caso parliamo di due prodotti molti diversi ma che condividono entrambi le corse automobilistiche come teatro delle azioni dei buoni e dei cattivi.
Supercar Gattiger, la trama

All’indomani della rivelazione della creazione del Gattiger, auto ad energia solare, il suo inventore il professor Kabuki, viene assassinato da un’organizzazione criminale che si rivendica come I demoni neri. Prima della sua morte però, il professore riesce a nominare un team di piloti che guideranno le 5 auto che unite insieme formeranno la supercar. Tra di loro c’è il figlio dell’inventore, Joe, che sarà a capo della macchina n.1 e che avrà il compito di guidare il team composto da lui e dagli altri 4 piloti in una serie di gare automobilistiche mortali e cercare di contrastare gli scorretti avversari dei Demoni neri che vogliono impossessarsi della supercar.
Ma dietro questa organizzazione si scoprirà esserci proprio la madre di Joe che si fino ad allora era data per morta. La madre infatti non è altri che la regina dei Demoni mentre Demone Nero è il nonno. Una bella famigliola… ma nonostante tutto, la madre non esita ad aiutare Joe anonimamente travestendosi in più occasioni da pilota.
Ovviamente questa informazioni che muove tutta la serie arriva pian piano ed è proprio Joe che prende coscienza episodio dopo episodio che la madre possa essere quel pilota ignoto che lo aiuta ciclicamente. Ma la storia non ha un lieto fine e il braccio destro della donna, Eric Wargen, scopre gli aiuti a Joe e organizza un’agguato alla donna, uccidendola lentamente a seguito dell’inalazione di fumi radioattivi. La serie finisce con la morte di Eric nell’ultima gara e con il rimpinato di Joe di non aver potuto abbracciare la madre che, fino ad allora, non aveva mai visto se non in una vecchia foto che portava con se.
Una cosa interessante di questa serie, con il senno di poi, è la trama con tema ecologico. La macchina elettrica e la ricerca del monopolio dell’energia sono elementi centrali e incredibilmente attuali.
Supercar Gattiger, alcune curiosità
- In giapponese il termine gattai significa unione ed è stato usato anche in altri anime come Getter Robot a simboleggiare l’unione tra veicoli. Da questo termine fuso con quello della tigre, nasce Gattiger che però andrebbe pronunciato Gattaiger ma purtroppo nell’adattamento si è persa questa informazione ed è diventato Gattiger
- In Italia, la serie ha avuto un discreto successo anche se non memorabile rispetto ad altri anime, complice sicuramente una produzione non eccelsa a livello tecnico ma ha avuto invece molta fortuna il merchandising grazie alla vendita dei giocattoli della Ceppi Ratti che molti di noi, in quegli anni, avevamo a casa grazie ai nostri genitori.
- La sigla interpretata dai Fratelli Balestra sotto il nome collettivo Superobots si rifà al brano Dance on (composta da Ennio Morricone per il film Così come sei e in Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone di Carlo Verdone).
Superauto Mach 5: la trama

Questo anime è figlio della Tatsunoko, casa di produzione giapponese che ha realizzato tanti anime famosi in Italia e molto amati dal pubblico: Tekkaman il cavaliere dello spazio, Kyashan il ragazzo androide, Hurricane Polimar, Gatchaman (La battaglia dei pianeti), Yattaman, Calendarman e molti altri ancora.
Mentre negli altri titoli c’era un orientamento fantascientifico (per quanto tutte le serie Time Bokan a cui appartengono Yattaman, Calendarman e le altre del filone siano più ironiche), stavolta la casa di produzione giapponese si affida al manga realizzato nel 1967 da Tatsuo Yoshida, fondatore tra l’altro della Tatsunoko e la scelta fu azzeccata perché Mach Go Go Go (questo il nome originale) ebbe molto successo all’estero con il nome Speed Racer al punto che nel 2008 le sorelle Wachowski, quelle di Matrix e Sense8 per capirci, ne realizzano un film cinematografico.
La storia è abbastanza semplice e richiama un po’ le altre come idea per quanto questa precede di ben 9 anni le successive (Ken Falco 1976, Supercar Gattiger 1977, Grand Prix e il campionissimo 1977). Il pilota Go vuole diventare campione del mondo di Formula 1 ma scoprirà sulla sua pelle quanto il mondo delle corse sia corrotto e prossimo al controllo di un miliardario con manie di grandezza che pur di raggiungere i propri scopi prova a corrompere i piloti per falsare i risultati delle gare.
Ovviamente Go non si piega a questa corruzione e andrà a scontrarsi con questa organizzazione criminale che cercherà di ucciderlo con ogni mezzo.
Anche in questo caso, l’auto è dotata di congegni che la rendono una supercar e così mentre nelle serie successive assistiamo a cambi di motori, auto volanti, auto che si uniscono, qui ci troviamo davanti a ben 7 pulsanti che permettono alla Mach 5 di usufruire di alcune migliorie tra cui: trasformazione in un sottomarino (!!!), lame circolari per tagliare gli ostacoli, attivazione di potenza extra su ogni singola ruota, abitacolo con tettuccio antiproiettile, e altre cosucce simili.
Insomma, Formula 1 si ma anche una strizzatina d’occhio alla tecnologia futuristica.
La sigla italiana è stata realizzata dai Cavalieri del Re e ad interpretarla è Guiomar Serina, uno dei quattro membri del gruppo famoso per tanti altri successi come Lady Oscar, Tigerman, Devilman, Yattaman