Ken Falco e Grand Prix: quando il rombo dei motori diventa protagonista

Di In Anime e Fumetti
Marzo 09, 2026
Ken falco grand prix

Ma il cuore è più potente di una macchina, e la paura non lo fermerà!
In questa strofa è racchiuso il coraggio dei due protagonisti di questo nuovo articolo dedicato all’animazione anni 80 e al filone spokon: Takaya Todoroki, protagonista della serie Grand Prix e il campionissimo e Ken Hayabusa, protagonista della serie Ken Falco e il superbolide.

Due anime dedicati al mondo delle corse che, seppur in maniera diversa raccontano le gesta di due piloti impavidi e dei loro team di supporto che, attraverso difficoltà di ogni tipo, perseguono l’obiettivo finale: la vittoria.

Ken Falco e il superbolide: la trama

Ken falco

Ken Falco e il superbolide, in originale Machine Hayabusa, racconta la storia del pilota Ken e del team Sayonji alle prese con un campionato in cui concorrono tanti piloti tra cui quelli malvagi e scorrettisimi appartenenti alla scuderia Black Shadow comandato da Ayab Mobil Dick.
Sulla Hayabusa Special, auto costruita dal padre, Ken affronta le gare su circuiti misti al rally e all’endurance districandosi tra gli ostacoli dei percorsi e dalle auto truccate della Black Shadow che con lame che escono dalle ruote, guida senza regole, rendono la vita difficile non solo a Ken ma anche a tutti gli altri piloti del team Saionji come Mutsu, Gatetsu, Kamikaze.
Una caratteristica che ha appassionato tutti i telespettatori dell’epoca, è l’evoluzione dei motori che avviene durante le puntate: la Hayabusa Special è un’auto molto diversa dal solito e il suo chassis sfida sicuramente tutte leggi della fisica e dell’aerodinamicità. Ma tralasciando il design futuristico, la macchina è caratterizzata da un motore intercambiabile e dalla prima all’ultima puntata il motore V-1 evolve in fino alla versione V-5 e nei passaggi numerici da 1 a 5, assistiamo all’introduzione di tante features, come la possibilità di volare o di affrontare curve impossibili a velocità folle senza perdere attrito.

Ma l’avveneristico team non si ferma all’uso di motori sempre più evoluti!
Il paddock dove le auto effettuano. Il rimesaggio, è un aero-cargo volante che si sposta di luogo in luogo per poter partecipare alle gare.

Nel finale della serie, la scuderia della Black Shadow viene sconfitta con la morte nell’ultima gara di Ayab Mobil Dick che si scoprirà essere Benny Kramer, ex pilota responsabile della morte del fratello di Ken.
Piccola curiosità: Hayabusa in giapponese significa Falco pellegrino e non a caso il protagonista nella versione italiana Ken Hayabusa diventa Ken Falco. Il Falco Pellegrino è famoso per essere l’animale più veloce del mondo, capace di superare i 300 km/h in picchiata e mai nome fu più appropriato per un pilota di auto. E su questa logica, la nota casa costruttrice giapponese Suzuki nel 1999 lanciò sul mercato la sua ammiraglia con l’obbiettivo di battere la concorrente Honda CBR1000XX Super Blackbird. E il nome che fu scelto per questa moto fu… Suzuki Hayabusa!
Un riferimento chiaro anche al fatto che il Falco Pellegrino (Hayabusa) si ciba di Merli (Blackbird).

Grand Prix e il campionissimo: la trama

Grand prix

Ma veniamo adesso a Takaya Todoroki pilota della Todoroki Special (evviva la fantasia…) e protagonista della serie Grand Prix e il Campionissimo.

Stavolta lo scenario delle corse è la Formula 1 e, udite udite, tra i personaggi c’è Niki Lauda, storico pilota della Ferrari famoso per il suo incidente al Nürburgring in Germania del 1976 in cui si salvò per miracolo riportando tantissimi danni tra cui quelli epidermici che trasformarono il suo volto.
Nella serie ovviamente il personaggio è un omaggio e il nome usato in tutti e 44 episodi è uno pseudonimo: Niki Lanz. Ma il riferimento al grande campione austriaco è evidentissimo a tutti.

Ma essendo una serie incentrata sul campionato di Formula 1, Niki Lauda non è il solo pilota reale che compare nella serie, come Gilles Villeneuve, Emerson Fittipaldi e molti altri che seppure sia evidente che siano loro, verranno chiamati con nomi leggermente diversi.

Ma i riferimenti non finiscono qui: la Todoroki Special è ispirata ad un’auto realmente esistita, ovvero la Tyrrel P34 a 6 ruote così come ci sono riferimenti ad altre auto famose tra cui, naturalmente la Ferrari.

Di episodio in episodio, Takaya dovrà dare fondo a tutte le sue abilità per poter vincere le gare e vincere il campionato.

Come per Ken Falco, anche in questo caso siamo davanti ad un pilota che corre con una passione fuori dal comune, al punto che in un episodio Takaya si getta la benzina sulla faccia come per lavarsela dichiarando che lui ama tutto dei motori, come ad esempio l’odore della benzina…

Il confronto tra Ken Falco e Grand Prix e il campionissimo

Le due serie, per quanto condividano lo scenario di fondo legato ai motori, sono molto diverse sia per sceneggiatura che per cast tecnico.
Entrambe prodotte da Toei, il cast artistico che ha lavorato alle due serie è diverso e da un punto di vista qualitativo si percepisce la differenza e Grand Prix e il campionissimo ne esce vincitore in una ipotetica sfida.

La regia di Rintarō  (Astro Boy, Kimba il leone bianco, Capitan Harlock, Forza Sugar, Chobin…), il soggetto di Shozo Uehara (Ufo Robot Goldrake), il Character Design di Akio Sugino (Rocky Joe, Jenny la tennista, Gaiking, Remì, Marco Polo, Occhi di gatto…), il mecha design di Dan Kobayashi (Gaiking, Balatack, Danguard) fanno di Grand Prix e il campionissimo un prodotto nettamente superiore al “rivale” Ken Falco ma, come sempre succede quando si parla di anime che hanno fatto la storia degli anni d’oro della tv per ragazzi, tante differenze non furono percepite dai bambini dell’epoca.

Le sigle di Ken Falco e Grand Prix e il campionissimo

Le due iconiche sigle sono tra le più amate e non a caso, dietro questi due successi c’è la stessa mano: Vito Tommaso.
Già autore di tanti altri successi come Gackeen il robot magnetico, Jet Robot e Space Robot, anche in questo caso Vito Tommaso mette su due brani coinvolgenti affidandosi alle voci di Douglas Meakin per Ken Falco e Rino Martinez per Grand Prix e il campionissimo. Entrambi i brani sono stati incisi su etichetta RCA sotto il nome del gruppo collettivo Superobots.

Dash! Machine Hayabusa (Ken Falco) e Grand Prix no Taka (Grand Prix e il campionissimo) sono invece le sigle giapponesi che come per le italiane, condividono un nome ma in questo caso è quello dell’interprete: Ichirō Mizuki