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Fine vita, svolta in Lombardia: primo suicidio assistito interamente gestito dalla sanità pubblica

Di In Cronaca
Agosto 27, 2026
Fine vita, svolta in Lombardia: primo suicidio assistito interamente gestito dalla sanità pubblica

Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla, si è spento dopo una battaglia legale durata 9 mesi. Per la prima volta il Servizio Sanitario Regionale ha fornito medico, farmaci, strumentazione e luogo. 


MILANO – Per la prima volta in Lombardia, il Servizio Sanitario Regionale si è fatto carico dell’intero percorso di suicidio medicalmente assistito per un paziente. A ricorrere alla procedura è stato Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da una forma severa di sclerosi multipla secondariamente progressiva, deceduto nella giornata del 25 agosto. 
A differenza dei due precedenti casi registrati nella regione — in cui la sanità pubblica si era limitata a verificare i requisiti previsti dalla sentenza della Corte Costituzionale — questa volta l’ASST competente ha garantito integralmente ogni fase attuativa: dal reperimento dei farmaci e dei macchinari dedicati, alla presenza dell’équipe medica fino alla predisposizione della struttura adeguata.
Il calvario burocratico: 290 giorni di attesa
L’accesso alla procedura è giunto al termine di una lunga e complessa vicenda legale. Zuccarella aveva presentato formale istanza all’ASST Ovest Milanese l’8 novembre 2025. Dalla domanda iniziale fino all’esecuzione della volontà del paziente sono trascorsi 290 giorni — oltre nove mesi —, superando di gran lunga i tempi indicati dalle stesse linee guida regionali (fissati in un massimo di 145 giorni). 
L’estenuante attesa e i ritardi istituzionali avevano spinto i legali dell’uomo a presentare un ricorso d’urgenza in Tribunale per accelerare i tempi. Durante l’udienza dello scorso 23 giugno, Zuccarella aveva espresso con drammatica chiarezza la propria sofferenza dinanzi al giudice: “Sono stanco, non ne posso più”.