Due fratelli di 14 anni sono stati vittime di una brutale aggressione avvenuta a Conegliano, in provincia di Treviso, dove sarebbero stati attirati con l’inganno da un gruppo di coetanei e sottoposti a violenze e umiliazioni durate diverse ore. I Carabinieri hanno già identificato sette-otto ragazzi coinvolti, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione il ruolo di ciascuno.
Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine dell’episodio ci sarebbe una presunta vendetta. I due adolescenti sarebbero stati ritenuti responsabili di aver riferito agli adulti i nomi dei giovani che, pochi giorni prima, avevano vandalizzato la parrocchia della zona. Per questo motivo sarebbero stati individuati come le “spie” del gruppo.
L’aggressione risale al 23 luglio. I due fratelli sarebbero stati convinti con una scusa a raggiungere un parco e, successivamente, condotti in un campo agricolo isolato nei dintorni di Conegliano. Qui, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati privati dei telefoni cellulari e del denaro che avevano con sé, costretti a spogliarsi e ripetutamente obbligati a rimanere nudi sotto il getto di un irrigatore agricolo.
Durante le circa quattro ore di violenze, i ragazzi avrebbero subito schiaffi, percosse e continui insulti. Ogni tentativo di opporsi agli ordini del gruppo sarebbe stato punito con nuove aggressioni fisiche.
Le indagini, coordinate dai Carabinieri delle Compagnie di Treviso e Conegliano, hanno già permesso di identificare i presunti partecipanti. Gli investigatori stanno ora cercando di stabilire le responsabilità individuali: alcuni giovani avrebbero preso parte direttamente alle violenze, mentre altri si sarebbero limitati ad assistere ai fatti senza intervenire.
I reati ipotizzati nei confronti dei presunti responsabili sono rapina, violenza privata e percosse. Trattandosi esclusivamente di minorenni, il procedimento sarà seguito dal Tribunale per i minorenni di Venezia, che valuterà le singole posizioni e le eventuali misure da adottare.
L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno del bullismo tra adolescenti e sulle sue possibili conseguenze penali. Anche quando gli autori sono minorenni, comportamenti di questo tipo possono integrare reati e comportare provvedimenti giudiziari, oltre a percorsi educativi e attività socialmente utili finalizzati alla responsabilizzazione dei giovani coinvolti.