Di Nicola Manna
Campania Libri Feestival, una mattinata splendida, quella del 2 ottobre. Una di quelle mattinate che restituiscono senso e bellezza a ciò che facciamo e che, una volta tornati a casa, ci fanno pensare: ne è valsa davvero la pena. La giornata è iniziata con un appuntamento con il professor Bruno Zamparelli e Celeste Napolitano, con i quali abbiamo parlato di nuovi progetti, idee e possibili percorsi da costruire insieme.
E qui voglio spendere qualche parola in più per il professor Bruno Zamparelli. Bruno, lo chiamo così con affetto, anche se credo che non riuscirò mai a dargli del tu. Ci sono persone verso le quali il rispetto e la stima sono così profondi che il “lei” diventa quasi una forma spontanea di gratitudine. È stato lui a spronarmi tenacemente a scrivere, a insistere quando forse io stesso non ero ancora completamente convinto di poterlo fare. E oggi posso dirlo con il cuore: se poi ho iniziato davvero questo viaggio nella scrittura, lo devo anche a lui.
A volte nella vita incontriamo persone che, con una parola, un incoraggiamento o semplicemente con la fiducia che ripongono in noi, riescono ad aprire una strada che ancora non vediamo. E Bruno, per me, è stato una di quelle persone. Devo a lui se, davanti a me, a un certo punto, si è aperto il Mar Rosso. E quando le acque si aprono, bisogna avere il coraggio di attraversarle.
Da allora ho cominciato a camminare tra le parole, a scrivere, a raccontare, a inseguire storie e personaggi. E oggi, guardandomi intorno in mezzo a tanti libri, autori e lettori, non posso non pensare a quanto possa essere importante, nella vita di una persona, trovare qualcuno che sappia dirle: continua, puoi farcela.
Poi l’incontro con Francesco D’Amato, che, come sempre, si è dimostrato disponibile, accogliente e simpatico. Ha messo a disposizione il suo fornitissimo stand per un momento davvero speciale: parlare insieme a Giusy Montanino e ai suoi allievi del mio romanzo Lucia.
È stato emozionante vedere la loro attenzione, ascoltare le tante domande e confrontarmi con giovani lettori così curiosi e partecipi. Per chi scrive, non c’è forse soddisfazione più grande del vedere le proprie parole diventare domande, riflessioni, emozioni e dialogo.Raggiungere poi lo Stand de I Colori della Poesia allestito con amore da Annamaria e Mario per presentare INCHIOSTRI
E poi quella bellissima sensazione di perdersi tra migliaia di libri, autori e lettori. Perdersi, sì, ma nel senso più bello del termine: lasciarsi guidare dalla curiosità, fermarsi davanti a un titolo, riconoscere un volto, incontrare un amico, scoprire una storia. Ho incontrato tanti amici, vecchi e nuovi, e ho vissuto anche una sorpresa che porterò con me: essere riconosciuto e intervistato da diversi ragazzi. Un momento semplice, ma capace di regalare una gioia particolare.
Perché alla fine un festival del libro è proprio questo: un grande incontro di persone che, attraverso i libri, cercano qualcosa. Una storia, un’emozione, una risposta, oppure semplicemente un’altra persona con cui condividere una passione. Mi è tornata in mente una frase di Jorge Luis Borges: «Ho sempre immaginato che il Paradiso fosse una specie di biblioteca.» E forse, per una mattina, quel paradiso l’abbiamo davvero sfiorato.
Tra libri, parole, incontri, domande, sorrisi e nuove idee. E come scriveva Cesare Pavese, «La lettura è un viaggio che si fa con gli occhi». Ma oggi, in mezzo a tanti libri, ho avuto la sensazione che fosse un viaggio fatto soprattutto con le persone.
Grazie a tutti quelli che hanno reso speciale questa giornata.
Grazie a chi c’era, a chi ha ascoltato, a chi ha fatto una domanda, a chi ha sorriso, a chi ha condiviso un’idea.
E grazie, soprattutto, ai libri, che continuano a regalarci la possibilità meravigliosa di incontrarci.
Una splendida mattinata. Un piccolo grande viaggio. E tante nuove pagine ancora tutte da scrivere.






Campania libri festival 2026 "Jesce sole"