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Caso Striano, la Procura di Roma chiede il processo per l’inchiesta sui presunti accessi abusivi alle banche dati

Di In Cronaca
Giugno 20, 2026

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Pasquale Striano, finanziere, e per Antonio Laudati, ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, nell’ambito dell’inchiesta sulla diffusione di informazioni riservate e sui presunti accessi abusivi a sistemi informatici delle forze dell’ordine e della banca dati della Dna.

Secondo l’impostazione dei magistrati, al centro del procedimento ci sarebbero consultazioni considerate irregolari di archivi riservati e la successiva circolazione di informazioni protette. Le accuse, contestate a vario titolo in base alle singole posizioni, riguardano ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falso.

L’inchiesta coinvolge circa una ventina di indagati. Nel procedimento compaiono anche alcuni giornalisti. Per una posizione è stato disposto uno stralcio, con richiesta di archiviazione da parte dei magistrati.

La vicenda richiama l’attenzione sul tema della sicurezza delle banche dati pubbliche, strumenti fondamentali per il lavoro investigativo e giudiziario. Archivi di questo tipo contengono informazioni sensibili su persone, imprese, procedimenti e attività istituzionali. Per questo motivo il loro utilizzo richiede controlli rigorosi, tracciabilità degli accessi e responsabilità chiare.

Il caso resta ora affidato al percorso giudiziario. La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta una fase del procedimento e sarà il giudice a valutare le posizioni degli indagati. La vicenda, intanto, apre una riflessione più ampia sul rapporto tra tecnologia, privacy, sicurezza dello Stato e tutela dei cittadini.