Comicon Napoli 2026: Guida alle mostre da non perdere, tra grandi maestri e nuove visioni

Di In Anime e Fumetti
Aprile 08, 2026
Mostre comicon

Se c’è una cosa che rende il COMICON qualcosa di più di una semplice fiera, è la sua anima espositiva.

Le mostre non sono solo “quadri appesi”, ma il luogo dove il fumetto si ferma a chiacchierare con il cinema, la musica e l’impegno sociale. Per questa XXVI edizione, il menu è particolarmente ricco: 25 percorsi che spaziano dal pop più colorato alla cronaca più cruda.

I Grandi Protagonisti: Da Leo Ortolani a Caparezza

Il piatto forte è senza dubbio “Leologia”, un’immersione totale nel genio di Leo Ortolani (il Magister di quest’anno). Non aspettatevi la solita cronologia: la mostra è strutturata come uno scavo archeologico in 15 “ere geologiche”, tra vignette inedite e quel mix di umorismo e profondità che solo lui sa creare.

C’è poi grande attesa per “Orbit Orbit”, che segna il debutto espositivo del progetto crossmediale di Caparezza. Vedremo per la prima volta i suoi schizzi, le tavole e l’architettura creativa che sta dietro alla sua odissea spaziale, un ponte perfetto tra musica e nuvole parlanti. Michele Salvemini (questo il nome dell’artista pugliese) è da sempre un amante dei fumetti e quest’ultimo lavoro è solo una conferma. Proprio in questo articolo abbiamo parlato delle tante citazioni presenti in Orbit Orbit. Caparezza torna al Napoli Comicon per la seconda volta dopo aver presenziato nel 2023 come ospite insieme a Simone Bianchi autore della cover variant dell’album Exuvia.

Se amate l’animazione, “Caos Cromatico” vi lascerà a bocca aperta. È dedicata a Aurélien Predal (autore del poster di quest’anno), la mente visiva dietro successi come Spider-Man: Across the Spider-Verse. Vedere i suoi concept art da vicino è un’esperienza quasi ipnotica.

Lo sguardo sul mondo: Arte e Impegno

Il COMICON 2026 non volta le spalle alla realtà. Il progetto “Kūmīks for Palestine” è un trittico potente che usa il disegno come atto di resistenza. Si va dalle opere storiche di Andrea Pazienza e Crepax (nel progetto Kufia del 1988) fino alle voci contemporanee che arrivano direttamente da Gaza e Ramallah.

Sempre su questo solco troviamo “Mentre il mondo guarda” di Gina Nakhle-Koller, un diario visivo di bruciante attualità, e “Art for Palestine”, dove la bandiera palestinese diventa un foglio bianco per illustratori come Elena Mistrello. Interessante anche “Reclaim the streets”, che racconta Ramallah attraverso un gioco da tavolo, e l’opera collettiva di ricamo tradizionale “Gli uccelli del paese rubato”.

Viaggi d’autore: Dal Giappone alla Corea, passando per i Vichinghi

Per gli amanti del manga, l’appuntamento fisso è con “Vinland Saga”. La mostra celebra il capolavoro di Makoto Yukimura, seguendo il viaggio di Thorfinn dai fiordi inglesi alla ricerca di una pace senza spade.

Dal Sol Levante arrivano anche le atmosfere di “Atelier Kotteri!”, una mostra-vetrina che sembra un laboratorio d’alta moda parigino, mentre dalla Corea arriva Yudori con “La ricerca dei tempi”, un’indagine graffiante sull’emancipazione femminile e la ribellione agli stereotipi. Da non perdere anche il focus sui talenti di Taiwan, con ospiti come Kathy Lam e Sean Chuang.

Emozioni a colori e silenzi narrativi

Federico Bertolucci (sette volte candidato agli Eisner) sarà protagonista di “È Mille Colori”. La sua è un’arte che non ha bisogno di parole: i suoi disegni “muti” riescono a far sentire il rumore del vento e il battito del cuore della natura.

Sul fronte del gotico, invece, c’è “Black Letter” di Mogiko, un viaggio tra angeli che non salvano ma annunciano, in un’atmosfera oscura che ha già conquistato il Giappone.

Cinema, Street Art e Visioni “Sotto la Pelle”

Il legame con il grande schermo è celebrato da “Storyboard!”, dedicata a David Orlandelli (l’uomo che ha disegnato le scene di The White Lotus e Il Gattopardo prima che venissero girate), e dalla mostra dei Cineposter Variant, dove i film vengono reinterpretati graficamente da artisti contemporanei.

C’è spazio anche per l’arte urbana e il tatuaggio. Bue 2530 ci porta nel suo mondo surreale fatto di “cavalli che non sono cavalli”, mentre Fabio Gargiulo esplora il concetto di “flusso” con dipinti ispirati all’estetica giapponese. Mojo (Alfredo Raimondi), invece, ci trascina in un Romanticismo decadente fatto di oli su tela, demoni e atmosfere caravaggesche.

Spazio alla creatività emergente e ai più piccoli

Non mancano i momenti di riflessione sociale con “Sensuability”, che usa icone come Batman e Dylan Dog per abbattere i tabù su sessualità e disabilità.

Infine, per chi vuole sporcarsi le mani (metaforicamente), ci sono i lavori del concorso IMAGO 2026 dedicati al tema della “casa”, e la mostra interattiva di Anuki, pensata per far scoprire ai bambini la magia del fumetto senza parole attraverso il gioco.

Che siate collezionisti, semplici curiosi o appassionati di storie, quest’anno il COMICON sembra voler offrire una bussola per orientarsi nella complessità del nostro tempo, usando l’arte come linguaggio universale. Ci vediamo tra le mostre!

 

Fonte: comunicato Stampa Comicon Italia