Destra, sinistra, sinistra destra: con questo incipit della sigla, Jenny la tennista diventa un personaggio iconico
Continuiamo questo viaggio nei personaggi del genere spokon al confine con lo shōjo e dopo aver parlato di Rocky Joe e Forza Sugar, oggi è il turno di una donna, una tennista famosa che risponde al nome di Jenny la tennista, un anime iconico che racconta le gesta degli atleti del club di tennis che tra sudore, fatica e qualche invidia, dedicano la loro vita a questo sport con lo scopo di diventare dei professionisti o di confermare la loro posizione nel top della classifica.
Come tutti gli anime di quegli anni, anche Jenny la tennista non è stata soltanto una serie animata, ma un vero e proprio rito quotidiano che incollava tutti i bambini dell’epoca davanti la tv per seguire le vicende dei protagonisti: Jenny, l’allenatore Jeremy, Reika “Madama Buttrefly”, Rosy O’Connor, Evelyn, Mary, Teddy, Paul, ecc…
Ma ovviamente Jenny la tennista è il nome che è stato dato in Italia, mentre il titolo originale in realtà è Ace wo Nerae! (Punta all’Ace), un chiaro riferimento al punto secco in battuta tipico di questo sport (e anche della pallavolo)
Una storia che mixa insieme agonismo, formazione personale, dramma adolescenziale, gelosie, invidie in uno degli anime sportivi più rappresentativi del suo tempo
Origine del personaggio: dal manga all’anime
Come abbiamo più volte scritto, in quegli anni le versioni animate erano trasposizioni del manga, a volte fedeli, a volte meno. E anche in questo caso, Jenny la tennista nace come manga, pubblicato alla fine degli anni Settanta, concepito per un pubblico shōjo (ragazze adolescenti) e incentrato non solo sulla pratica sportiva, ma soprattutto sulla crescita emotiva della protagonista. Quindi uno spokon con delle contaminazioni (anche se questa divisione dei generi e dei target non ha sempre senso).
Sumika Yamamoto con quest’opera realizza un lavoro che avrà diverse vite: due serie Tv, un film di animazione, due Oav (Original Anime Video), un videogioco per Nintendo e un dorama (con questo termine si indicano una serie televisiva con attori in carne ed ossa, con cadenza giornaliera e che può essere composta anche da episodi autoconclusivi).
Il manga viene pubblicato per la prima volta nel 1973 e dura fino al 1980 e in Italia arriva per la prima volta nel 2003 grazie a Panini Comics anche se sulle pagine del Corriere dei piccoli, storica rivista contenitore degli anni 80 che ospitava fumetti di ogni tipo come La Pimpa, Stefy, I Ronfi, ecc, furono realizzate delle storie utilizzando i fotogrammi dell’anime in onda in quegli anni su lle reti private.
I personaggi di Jenny la tennista
Uno degli errori principali che deviano dal testo della sigla interpretata da Nico Fidenco, è pensare che tra Jenny e l’allenatore Jeremy ci sia una “storia d’amore tra le racchette” ma di fatto questa cosa non è vera. Jenny, come quasi tutti i personaggi sportivi dell’animazione, non aveva una vita “privata”. O meglio, la sua vita era dedicata esclusivamente allo sport anima e corpo. I sentimenti e tutto quello che avrebbe potuto distrarla, non erano consentiti. Ma questa abnegazione è un aspetto tipico che ritroviamo anche in altri generi, come quello robotico in cui i protagonisti, anche in preda a drammi familiari come la morte dei cari, devono combattere per un bene superiore. E qui il bene superiore è il tennis e la massima espressione è rappresentata da Madama Butterfly, eccelsa e bellissima giocatrice a cui tutti guardano come un riferimento.
Jenny non sembra avere delle grandi doti e viene emarginata da quasi tutti ad eccezione di un’altra ragazza del liceo sua compagna di gioco, Mery che la conforta nei suoi momenti no. Ma l’arrivo dell’allenatore Jeremy cambia le carte in tavola e Jenny viene inserita nella squadra ufficiale dato che il bel tenebroso allenatore vede in lei delle potenzialità.
Ma si sa, negli Spokon la sofferenza fisica è fondamentale ed ecco quindi che Jeremy sottopone la giovan Jenny ad allenamenti disumani al limite della tortura come allenamenti senza sosta sotto la pioggia, sveglie all’alba per allenamenti cardio ai limiti, ecc…
Nel corso della serie altri personaggi diventano importanti come Teddy, tennista della squadra maschile e per cui Jenny sente di provare qualcosa, Rosy O’Connor, sorella di Jeremy, capace di effettuare dei servizi così potenti da distruggere le palline da tennis quando impattano sulle pareti.
Ovviamente ci sono anche personaggi odiosi e in questo caso il primato va a Evelyn che in più di un’occasione mostrerà la sua cattiveria.
Evoluzione della storia, il dramma, il lieto fine
Jenny migliora di volta in volta fino ad arrivare addirittura a giocare una partita contro la famigerata Madama Butterfly per scegliere chi parteciperà ad una competizione internazionale.
Incredibilmente Jenny vince l’incontro e si qualifica ma l’entusiasmo di quel momento viene bloccato subito da una notizia che raggela tutti: Jeremy, che era affetto da una leucemia, muore lasciando tutti sconfortati, in primis ovviamente Jenny che viene a conoscenza della notizia proprio mentre sta per prendere il volo per andare alla competizione internazionale.
La prima serie si chiude quindi così, con la giovane ragazza in partenza verso questa nuova avventura ma con la tristezza nel cuore.
La seconda serie arriva dopo 4 anni circa e a differenza della prima mostra dei disegni molto più accurati e animazioni più dinamiche ma una differenza importante in questa seconda serie è l’attenzione verso la parte sentimentale dato che Jenny capisce di essere innamorata di Teddy che però sta attraversando un momento di crisi esistenziale da cui ne uscirà a fine serie portando finalmente i due ragazzi verso quella storia storia d’amore che nella prima stagione fu soffocata e mai messa in luce.
Le altre produzioni televisive
Jenny la tennista è stata protagonista anche di un film di animazione diretto dall’immenso Osamu Dezaki, già noto per Lady Oscar, ma di fatto questo lungometraggio è una sorta di bignami della prima parte del manga.
La seconda parte del manga viene trasposta in due blocchi di OAV, il primo composto da 13 episodi e il secondo da 12 e tutti e due insieme completano l’arco narrativo.
Conclude il percorso televisivo, un dorama in 9 puntate.
La sigla tv di Jenny la tennista
La sigla italiana cantata da Nico Fidenco è sicuramente una delle più iconiche non tanto per la parte musicale ma per il testo che tutti ricordano.
Destra sinistra, sinistra destra,
la folla guarda grida e protesta,
poi per la legge del fil di ferro,
si svita il collo, si stacca la testa!
Sembra quasi un testo horror ma probabilmente il fil di ferro della testa che alla lunga si spezza è un riferimento alle bambole dell’epoca che avevano proprio un filo di ferro nelle giunture e nel tempo, a furia di giocarci, si spezzava.
Jeremy & Jenny, storia d’amore,
tra le racchette, le corse e il sudore.
Jeremy & Jenny, odio e dolore,
che gelosia, ma quanto amore.
E questa è una licenza poetica dato che, come scritto sopra, tra i due protagonisti di questa strofa non c’erano odio e gelosie, né amore se non inteso come affetto.
Ma a parte questo, chiunque ha vissuto quegli anni, ricorda quella sigla con affetto a prescindere da tutto così come ricorda Jenny la tennista come un caposaldo dell’animazione.