Fan-art: opera legale o si infrange il copyright?

Di In Anime e Fumetti
Luglio 22, 2026
Fanart

Nel mondo di chi vive i fumetti e l’illustrazione si sta parlando molto di un episodio avvenuto al Japan Expo di Parigi che riguarda il sequestro da parte di addetti alla dogana di materiale legato a personaggi protetti da copyright e venduto senza licenza.
Il che detto così ha un senso e ci sarebbe poco da dire.

Ma leggendo nei vari post pubblicati sui social, gli addetti hanno trappato e buttato via fan art e omaggi realizzati da artisti relativi a personaggi creati da altri artisti.
E qui si è aperta una diatriba che si appoggia a questa domanda: è giusto che un illustratore realizzi delle fan-art (e quindi delle sue interpretazioni) di personaggi come Dragonball, One Piece, ecc) e le venda o sta commettendo un reato?

Questa domanda ha spaccato il mondo dell’illustrazione in due e, ovviamente, si è creato un precedente che potrebbe diventare una prassi che metterebbe un punto fermo sull’argomento andando a colpire sia chi vive del lucro non autorizzato sia chi invece realizza opere singole.

Cos’è una fan-art e quando viene realizzata.

Con questo termine andiamo a definire un’opera, che sia un disegno a matita, un’illustrazione digitale, un dipinto, che raffigura un personaggio famoso del mondo del fumetto, animazione, videogioco, ecc, secondo lo stile e l’interpretazione di chi lo realizza.

Nelle fiere ci sono tantissimi disegnatori, professionisti e allievi di scuole del fumetto, che si prodigano in disegni di molti eroi per lo più del mondo dell’animazione. E’ frequente imbattersi in disegni fatti al momento che mostrano personaggi famosi in pose plastiche o anche semplicemente in scene cruciali di un manga o animazione che sono ben noti al pubblico.
Immagini e pose iconiche che il fandom apprezza e che spesso richiedere agli artisti in fiera per il gusto di avere un disegno originale seppur non realizzato dal suo autore ma da un altri artista.
Queste opere possono essere regalate perché in qualche modo servono a veicolare un corso di disegno o a farsi conoscere al grande pubblico, oppure possono essere delle commision, ovvero opere su richiesta a fronte di un pagamento.
Questa differenza è sottile ma allo stesso tempo importante quando subentra un particolare di cui parleremo dopo. 

Cosa dice la legge in merito al copyright?

In Italia, la Legge sul Diritto d’Autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633) riconosce all’autore due tipi di diritti:

  • Morale: ovvero quando vieni riconosciuto come autore e hai il diritto di opporti a modifiche che danneggiano il personaggio e la reputazione.
  • Patrimoniale: è quello che permette di sfruttare economicamente l’opera in maniera sclusiva (riproduzione, distribuzione, vendita) pur non essendone l’autore

Tutte le opere di ingegno di carattere creativo, purchè siano originali sono coperte dal diritto d’autore che in Europa dura 70 anni dalla morte del creatore.

Questa descrizione ci fa capire subito che qualsiasi riproduzione non autorizzata di un personaggio coperto da copyright è reato.
Ma ci sono dei punti grigi, o meglio, delle eccezioni:

  • Se la fan-art è ad uso personale non è reato e i detentori del diritto le tollerano perché aiuta la crescita popolare del personaggio in questione
  • Se la fan-art è una commission non riproducibile in quanto unica (quindi non realizzata in serie), viene “tollerata”.

Vendita e merchandising

Quindi, secondo la legge, in assenza di una licenza che ricade nel diritto patrimoniale, vendere stampe, magliette, spille o altri oggetti con i disegni è illegale e le aziende (es. Toei, Disney, ecc) possono inviare diffide per far rimuovere i prodotti o intentare cause legali.

Anche la modifica del disegno è reato. Molti pensano che trasformare un personaggio lo renda libero dai diritti di sfruttamento ma così non è. Prendiamo ad esempio Topolino: la sua riconoscibilità è tale che non basta cambiargli i vestiti, mettergli gli occhiali da sole e magari modificare l’espressione. Topolino resta riconoscibile anche con queste modifiche e quindi si sta incorrendo nella violazione del diritto d’autore. Anche se quell’opera è una derivazione dell’originale (una fan-art quindi).

Ci sono delle tolleranze?
Ni… Diciamo che, come scritto sopra, un prodotto artigianale e non realizzato in serie di un personaggio protetto da copyright in qualche modo viene tollerato. Se ad esempio realizzo 4 copie di una stampa 3d di Topolino ma ognuna è colorata a mano con colori diversi così che si veda chiaramente che sono 4 versioni differenti allora si ricade in quella zona grigia della tolleranza che permette a chi ha realizzato quell’opera di poterla vendere (ma non sempre).
Ovviamente non è una regola universale. Molti brand hanno delle regole più restrittive e quello che viene permesso da alcune potrebbe essere vietato da altre.

Il caso delle Dōjinshi (fanzine)

Per anni nelle fiere italiane abbiamo visto sui banchi degli stand numerose fanzine, ovvero degli albi a fumetti realizzate in proprio e collegate al mondo dei manga e anime. Prodotti che appagavano la sete di materiale legato a quella cultura che, in Italia, era un po’ sparita dopo il boom degli anni 80/90.
Quelle Dōjinshi, in Giappone però esistono ancora e vanno anche abbastanza bene e questo indispettisce alcune case editrici che stanno intraprendendo una lotta non solo contro questi prodotti ma anche contro il Comiket, ovvero la più grande fiera giapponese di settore che si svolge due volte l’anno e che vede quasi 200.000 persone presenti ad ogni edizione.
Perché il Comiket è sotto l’occhio delle case editrici? Percè il focus principale di questo evento è proprio l’autoproduzione con annesse vendite e scambi di materiale tra fan e artisti emergenti. Quindi un evento borderline tra il legale e l’illegale

E in Italia?

In Italia la situazione è davvero complessa. Non esiste fiera in cui non ci sono artisti che vendono stampe, magliette, gadget raffiguranti eroi ed eroine del mondo nerd. Il tutto ovviamente senza nessuna autorizzazione. Naturalmente c’è anche chi vende prodotti licenziati ma in questo momento loro non sono il nostro focus dato che sono in regola sotto tutti i punti di vista.
O meglio… sono in regola tutti quelli che vendono prodotti originali.

Si perché se è vero che c’è chi vende le magliette, chi i portachiavi, chi le stampe, c’è anche chi vende le riproduzioni cinesi di action figure e modellini. E questo apre un’ulteriore porta su quello che c’è dietro. Se è vero che in una fiera ci sono illustratori che realizzano stampe dei loro disegni, dall’altro ci sono grandi aziende internazionali che creano copie identiche di oggetti che, con tutto il rispetto della legge, sono una cosa ben più grossa che una stampa di un disegno realizzato da un illustratore locale che vende una sua interpretazione, magari in 4, 5 copie…
La legge è legge e va applicata. Ma andrebbe estesa questa applicazioni a tutti.
E questo non succede ed ecco quindi che ritorniamo al punto iniziale che ha aperto l’articolo: un disegnatore ha visto le sue opere trappate e buttate via come carta straccia mentre, probabilmente, di fronte a lui c’era chi vendeva una action figure di Dragonball realizzata in Cina sullo stampo di quella originale.
Questo evento apre quindi le porte ad un possibile futuro in cui anche in Italia possano arrivare dei controlli come al Japan Expo di Parigi e questo potrebbe significare che una grandissima percentuale di artisti e standisti, dovrà adeguarsi o sparire dalle fiere.