Mancano ormai poche settimane a Lucca Comics and Games e gli annunci relativi agli ospiti sono completi, salvo sorprese dell’ultimo minuto ma i grandi nomi sono già noti a tutti e uno di questi è Frank Miller, il geniale fumettista e sceneggiatore americano che, dopo la prima ospitata nel 2021, torna ancora una volta alla kermesse toscana a fine Ottobre.
Chiunque sia un lettore di fumetti Marvel o DC, almeno una volta nella vita ha sentito parlare di Frank Miller, uno dei più importanti e influenti personaggi dell’epoca contemporanea che con le sue opere spesso cupe, ha affrontato tematiche adulte nel mondo dei supereroi.
Le opere principali per cui viene spesso ricordato sono tre:
- Daredevil – Born Again
- Batman – Il ritorno del cavaliere oscuro
- Sin City
Ma i titoli della sua carriera sono davvero tanti, come la miniserie di Wolverine realizzata con Chris Claremont, From Hell realizzato con Eddie Campbell, il sequel di Robocop e molti altri tra cui andrebbero citati anche:
- Batman – Anno uno
- Elektra Lives again
- Superman – Anno uno
- Ronin
- 300
Fin dal suo esordio in Marvel, Miller si fa subito notare per il suo lavoro su Daredevil, iniziando in prima battuta come disegnatore per poi diventando anche autore delle storie in un ciclo indimenticabile che vede, tra le altre cose, la nascita di uno dei personaggi chiave della storia di Matt Murdoch: Elektra. Una figura femminile forte non solo fisicamente ma anche emotivamente, una ninja mercenaria che diventerà sia l’amore della vita di Daredevil sia la sua controparte morale. Miller, fin dall’inizio mette subito in chiaro i tratti del personaggio, delineando una figura in bilico tra la giustizia e il crimine, mossa dal dolore della perdita del padre che la spinge a diventare una esperta di arti marziali che userà per servire l’organizzazione criminale nota come La mano. Le sue abilità quasi sovrumane si uniscono ad una padronanza incredibile dei Sai, ovvero i tradizionali pugnali giapponesi a forma di tridente. Il tutto condito da una caratterizzazione grafica che la rende bellissima e affascinante. Ma questo è un dettaglio che forse serve più al lettore per affascinarlo davanti il binomio bellezza-criminale che a Daredevil dato che la sua cecità gli impedisce di vedere la sua bellezza esteriore ma al contrario, grazie alla sua sensibilità e ai suoi sensi acuti, riuscirà a vedere il bello che c’è dentro Elektra.
Il ciclo di Daredevil che Miller crea prende il nome di Rinascita (Born Again) e narra le vicissitudini della caduta di Matt Murdoch ad opera del criminale Wilson “Kingpin” Fisk e della sua risalita. Una storia drammatica che l’autore statunitense mette in piedi in maniera magistrale coadiuvato dalle matite di David Mazzucchelli che con le sue matite riesce a trasferire in maniera perfetta su carta, tutta la drammaticità del racconto: dal vortice della droga e della pornografia in cui cade Karen Page (l’ex di Matt Murdoch), al tradimento della stessa che a corto di soldi per l’acquisto di una dose di eroina vende l’informazione sull’identità di Daredevil che ovviamente arriva all’orecchio di Kingpin, dalla fine della relazione di Matt con Gloriana O’Breen all’inizio di una nuova tra il suo migliore amico e socio Foggy Nelson proprio con Gloriana, dai conti bancari bloccati alle finte testimonianze in cui Murdoch viene accusato di essere un corrotto.
Insomma, Miller mette insieme un quadro drammatico in cui il lettore affonda e in cui la disperazione e la distruzione sociale regnano sovrane.
Un albo imperdibile che si discosta da quello che è il classico mondo supereroistico in cui si muovo altri eroi come Spiderman, Fantastici Quattro, ecc. Born Again è una storia in cui non sono i poteri e i combattimenti a tirare le fila ma la tragedia umana e la capacita che ha l’essere umano di rialzarsi dopo una disgrazia, come quella in cui cade il protagonista vittima di false accuse, manipolazione e corruzione.
Miller mette su carta il dramma della droga e della possibilità di riscatto utilizzando Karen Page come portabandiera di una piaga che ha colpito e colpisce molte famiglie e la sua caduta nel baratro viene raccontata senza mezzi termini, in maniera dura, violenta, come un pugno nello stomaco. E quando capisce di erre arrivata ad un punto di non ritorno, chiede aiuto a Matt, tornano da lui con una richiesta di perdono che verrà accolta e affrontata ancora più duramente nei momenti più critici durante le crisi di astinenza di Karen.
Ma non solo. Quello che era un punto di forza di Daredevil viene distrutto totalmente: il suo bisogno di aiutare gli altri. Il suo essere un eroe travalica il costume da “super” e infatti nel quotidiano il suo ruolo di avvocato che difende i più deboli diventa impossibile da portare avanti a seguito delle accuse che pendono su di lui. Matt non può più aiutare nessuno, né come avvocato né come supereroe perché prima di aiutare gli altri deve aiutare se stesso a rialzare la testa. E per farlo deve sconfiggere un nemico potente, un criminale paziente, freddo, calcolatore, potente, ma che dovrà fare i conti con un uomo che nonostante il baratro in cui si trova, non si arrende e cerca la via per uscire dal tunnel.
La rinascita di Matt è sofferta, lunga, dolorosa, passa attraverso varie fasi prima di arrivare al suo culmine: la capacità di reagire interiorizzando tutto quel dolore per trasformalo in forza.
Un percorso psicologico lontanissimo da quello in cui altri supereroi si sono trovati, magari dopo una battaglia che li ha quasi uccisi. In Rinascita, il percorso non è fisico ma mentale, emotivo, interiore. Solo dopo arriva anche il fisico.
Rinascita rappresenta un momento importante nel fumetto supereroistico perché, coadiuvato da altre opere degli anni ’80, mostra come il fumetto può essere più adulto, drammatico, cupo, in cui la dignità umana può essere persa e ritrovata ma solo attraverso una lotta dura e difficile che, per chi la vince, consegna il pieno diritto di essere chiamato eroe.
Miller adotta questa narrazione cupa e drammatica anche nell’altra sua opera supereroistica più famosa: Batman il ritorno del cavaliere oscuro.
Anche qui i toni sono molto diversi da quelli narrati nelle classiche storie dell’uomo pipistrello, per quanto l’ambientazione di Batman sia da sempre quella di un habitat oscuro, in una città come Gotham City in cui la criminalità è una piaga quasi insanabile e dove lo stesso supereroe che deve difenderla si muove sul filo del rasoio diviso tra giustizia e violenza rendendolo un personaggio borderline spesso con contrasto con l’altro supereroe per eccellenza del mondo DC, Superman, che invece si muove seguendo una via di rettitudine impeccabile e invalicabile.
Ma questa è un’altra storia su cui tornerò prossimamente.