Il Vogue World 2026 accende Milano

Di — In Moda
Settembre 28, 2026
Il Vogue World 2026 accende Milano

Lo scorso 22 settembre – nel primo giorno della Fashion Week – si è tenuto a Milano, nella cornice della maestosa Galleria Vittorio Emanuele II, la quinta edizione del Vogue World: il grande evento di Moda ideato da Anna Wintour per celebrare la creatività, l’artigianalità tutta italiana e quest’anno anche il ruolo della tecnologia, perché sì, oltre ai tanti talenti tra musicisti, cantanti, performer, Vip del calibro di Jennifer Lopez, modelle/i, abbiamo visto in passerella anche dei robot.

La sfilata si è svolta in cinque atti per ripercorrere la creatività italiana e il rapporto tra artigianalità e tecnologia, dal Rinascimento fino a un futuro sempre più segnato dall’intelligenza artificiale.

L’edizione milanese dell’evento non ha avuto nulla da invidiare a quelle di Parigi, Londra, New York e Hollywood, perché non ci siamo fatti mancare proprio niente: Lorenzo Musetti ha fatto ballare Jennifer Lopez, Roberto Bolle ha danzato sulle note della Traviata, Alicia Keys si è seduta al pianoforte per cantare I Feel Love e dal soffitto sono piovuti oltre seimila origami. In mezzo, supermodelle, celebrity, designer e momenti inaspettati.

Abbiamo visto sfilare varie generazioni di modelle da Gigi Hadid a Bianca Balti, Mariacarla Boscono, Adriana Lima, Irina Shayk, Eva Herzigová, Anok Yai, Alex Consani, Imaan Hammam, Paloma Elsesser, Vittoria Ceretti e tante altre.

Cardi B, ha deciso di sfilare direttamente vestita da Vogue: la rapper è entrata in passerella con un look Versace Primavera-Estate 2018, ricoperto dalle storiche copertine della rivista, uno dei motivi più riconoscibili della collezione con cui Donatella Versace aveva celebrato il fratello Gianni.

Non sono mancati, però, momenti di perplessità e sdegno, infatti, durante l’atto intitolato “The Age of Intelligence” dove sono entrati quattro robot in passerella a “sfilare” insieme alle modelle, Miuccia Prada e Alessandro Michele che erano seduti in prima fila, non hanno nascosto il loro disappunto in merito a questa scelta e le loro facce dicevano tutto ma veramento tutto.

L’atto finale “Memory Dresses” ha visto in passerella otto creazioni uniche realizzate esclusivamente per Vogue World Milano da Armani Privé, Bottega Veneta, Dolce&Gabbana, Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Valentino dove è stato chiesto agli stilisti di ispirarsi ai propri archivi ma senza ripetersi. Ogni maison è partita da silhouette, tecniche e codici della propria storia per immaginare qualcosa di nuovo. La memoria, insomma, non come esercizio nostalgico ma come materiale da riutilizzare per il futuro: praticamente il concept dell’intera serata racchiuso in otto abiti.

Non sono mancate le star italiane: Elodie, Ghali, Carlo Cracco, Anna Ferzetti, Matteo Bocelli, Paola Egonu, Arianna Fontana e tanti altri, gli italiani hanno dominato la passerella di Vogue World, mescolandosi alle top model e alle celebrity internazionali arrivate a Milano per l’occasione. Dalla musica al cinema, passando per cucina e sport, insomma, ripetiamo che non ci siamo fatti mancare proprio niente!

«Questo straordinario evento rappresenta un’occasione unica per celebrare insieme a un pubblico globale la storia senza tempo del Made in Italy, una storia di genio e artigianalità», ha dichiarato Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia. «Ed è particolarmente significativo farlo proprio in questo momento, nell’era dell’intelligenza artificiale». Anna Wintour, Chief Content Officer, Condé Nast, e Global Editorial Director, Vogue, non ha dubbi: «Milano ha sempre rappresentato l’equilibrio perfetto tra artigianato e creatività. È una città che sa rendere il “fatto a mano” moderno e il moderno senza tempo. Portare Vogue World qui è stata la nostra più grande celebrazione del tocco umano della moda».

Beh, come direbbe Valeria Marini è stato un evento “stellare”.