Prosegue la guerra in Medio Oriente tra Iran e l’asse USA-Israele, che da 78 giorni sta tenendo il mondo con il fiato sospeso e ha avuto come causa scatenante le armi nucleari in possesso della Repubblica islamica. Nelle ultime settimane l’attenzione si è spostata sullo Stretto di Hormuz, lo strategico braccio di mare dal quale passa circa il 20% del petrolio a livello mondiale, divenuto oggetto di contesa.
Mentre sono in corso i colloqui, la televisione di Stato iraniana riferisce che, dopo Cina, Giappone e Pakistan, anche alcuni Paesi europei avrebbero avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie per ottenere il permesso di transito delle proprie navi.
L’inquilino della Casa Bianca Donald Trump, in un’intervista rilasciata alla televisione francese Bfmtv, è tornato a minacciare Teheran: “Farebbe meglio a trovare un accordo, altrimenti passerà momenti molto brutti”, ha dichiarato il presidente americano, come riportato dall’Ansa. Trump ha inoltre ribadito che l’Iran “ha interesse a concludere un accordo”, rilanciando così la pressione diplomatica e militare nei confronti della Repubblica islamica.
Dinanzi a queste minacce, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inviato una lettera a Papa Leone XIV, nella quale invita le nazioni a “contrastare le richieste degli Stati Uniti”, nel tentativo di consolidare il fronte internazionale contro Washington e Tel Aviv.
Nel frattempo anche l’Italia segue con crescente preoccupazione l’evoluzione del conflitto. Intervenendo allo Europe Gulf Forum di Navarino, in Grecia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di impedire all’Iran di sviluppare armamenti nucleari. “Dobbiamo assicurarci che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle nazioni vicine, e non solo”, ha affermato la premier, come riportato dall’Ansa.
Il capo del governo italiano ha inoltre evidenziato i rischi legati alla capacità missilistica iraniana, ricordando come “gli attacchi del regime iraniano, che sono arrivati a colpire persino Cipro e quindi l’Europa, dimostrano che un Iran dotato dell’arma nucleare, associato ad una capacità missilistica ad ampio raggio, è un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre”.
Nel suo intervento, il premier Meloni ha parlato anche di una nuova fase di instabilità globale, definita come il tempo della “policrisi”, cioè uno scenario in cui conflitti e crisi internazionali finiscono per sovrapporsi amplificando gli effetti sugli equilibri mondiali. “Serve una capacità nuova di cooperazione strategica”, ha dichiarato Meloni, sottolineando la necessità di una visione comune tra Europa e Paesi del Golfo.
Al centro delle preoccupazioni italiane ed europee resta soprattutto la sicurezza dello Stretto di Hormuz, fondamentale per i traffici energetici internazionali. “Il primo pilastro è la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie, perché è dalla libertà di navigazione che passa la prosperità non solo del Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo”, ha dichiarato ancora la premier, come riportato dall’Ansa.
Meloni ha inoltre fatto sapere che l’Italia sarebbe pronta a contribuire direttamente alla sicurezza marittima nella regione: “L’Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione”, ha spiegato, richiamando le missioni internazionali Aspides e Atalanta già operative nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano.
Nel frattempo continua a peggiorare anche la situazione sul fronte libanese. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute di Beirut e riportato dal quotidiano Haaretz, nelle ultime 24 ore almeno 18 persone sono morte e altre 124 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani nel Paese, confermando il rischio di un ulteriore allargamento regionale del conflitto.