Maria Grazia Chiuri debutta finalmente con Fendi, a fare da cornice all’evento la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. La serata per la sfilata Fendi couture FW 2026-2027 è stata aperta con una scena ispirata al film Histoire d’Eau (commissionato da Karl Lagerfeld) sulle avventure di una giovane tedesca a Roma nel 1977, con la regia di Valeria Golino. La parola d’ordine per Maria Grazia è: abiti senza costrizioni! Abiti che ondeggiano al ritmo dei movimenti spavaldi ma a volte trattenuti. Scivolano sul corpo, lo accarezzano: sono leggeri come quelli in chiffon con intarsi a righe nel bianco e nero. La perimetrazione della forma kimono per giacche, soprabiti da donna e da uomo, diventa dichiarazione di un modo di vestire fluido, in materie come il velluto o il grain de pudre, senza forzature. Maria Grazia Chiuri fa dialogare tra loro i diversi atelier che sono la forza creativa della maison per la ricchezza delle lavorazioni artigianali: pelletteria, pellicceria e tessuti. Una Venere avanza sensuale e divertita mentre il tulle è struttura anche di mantelli e cappe attraversati da arabeschi che diventano foglie, piume, fiori. «Roma è una città estremamente ispirante e forse l’ho capito meglio stando fuori che vivendoci — racconta la designer, fino al luglio scorso alla guida di Dior — quindi oggi c’è una consapevolezza diversa e forse ancor più lavorando per Fendi che comunque per me è stata un’esperienza fondamentale, dove mi sono formata.
Continua col descrivere il rapporto con Lagerfeld: Questo è sì un omaggio a Karl, ma soprattutto alle sorelle Fendi: loro e Lagerfeld si sono scelti reciprocamente. Ricordiamo che queste donne, in tempi inusuali, hanno chiamato uno stilista tedesco che parlava francese, con atelier a Roma. Hanno fatto un percorso di lavoro insieme che è inimmaginabile oggi, sono cresciuti insieme. Ed è incredibile ancora adesso, parlando con Paola, Anna o con Alda, come siano capaci di cogliere la contemporaneità al di là della loro età trasmettendo quest’attitudine anche alle persone che hanno avuto la fortuna di lavorare per loro. Il rispetto della tradizione e della cultura del lavoro non ha mai impedito una spinta verso il futuro. E questa è come una metafora che rappresenta questa città perché c’è un passato che è presente ovunque, forse molto ingombrante, ma c’è anche l’incoscienza di pensare a un futuro. Per questo credo che Roma sia un luogo unico dove lavorare. E poi spinge a dare il meglio perché c’è un’ambizione all’eternità».
Il parterre Vip è stato pazzesco: da Sarah Jessica Parker, Danny Ramirez, Jessica Alba a Yara Shahidi, Victoria Luongo, Valeria Bruni Tedeschi, Chiara Ferragni, Piero Castellitto, Eleonora Abbagnato e l’attesissima Monica Bellucci. Tutte le star hanno potuto godere della visita alla mostra«After un percorso di lavoro. Fendi/Karl Lagerfeld 1985. After steps through work» che riprende quella di 41 anni fa allestita dallo stesso couturier, visitabile fino al 25 ottobre.
L’evento si è concluso solo dopo l’after party sempre nel museo con dj-set e bollicine.