MotoGP, 1976-2026, al Mugello Circuit 50 anni fà il primo Gran Premio di motociclismo.
In Toscana il rombo dei motori si mescola al battito del cuore tra le verdi colline del Mugello. Un tracciato dove ogni curva racconta una leggenda, ogni rettilineo è una promessa, ogni vittoria sa di eternità. Sui suoi 5.245 metri grandi campioni delle due e quattro ruote hanno scritto la storia raggiungendo un traguardo glorioso, i primi 50 anni di storia. Tutto ebbe inizio il 16 maggio del 1976. A vincere nella classe Regina, allora la 500cc, fu il mito Barry Sheene con pole della leggenda Giacomo Agostini, Johnny Cecotto nella 350, Walter Villa in 250, Pier Paolo Bianchi in 125 e Ángel Nieto nella classe 50.
In un’Italia che viveva il fascino ribelle delle due ruote, il Mugello accendeva per la prima volta il suo spettacolo mondiale. La pole della 500cc porta la firma della leggenda Giacomo Agostini, mentre fu Barry Sheene a conquistare la vittoria nella classe Regina. Da lì in avanti il circuito toscano è diventato teatro di una vera epopea racing: dalle cavalcate di Kenny Roberts alla classe cristallina di Freddie Spencer. Negli Anni Novanta il motociclismo diventa cultura pop con Kevin Schwantz, Mick Doohan in 500cc e un talentuoso Max Biaggi che iniziava a trionfare in 250cc. Teatro di sfide epiche, da King Kenny Roberts (nell’edizione del 1978 su Yamaha), al talento puro di Freddie Spencer (1986 con Honda), il Mugello è sempre stato uno dei circuiti più amati da piloti e tifosi. Gli Anni 90 vedono farsi largo la nuova generazione. Kevin Schwantz trionfa sulla pista toscana nel 1992 sulla Suzuki 500cc, per poi lasciare spazio al 5 volte campione del mondo Mick Doohan che con la Honda HRC infila 5 successi consecutivi dal 1994 al 1997.
Il Gran Premio d’Italia del 2000 passerà agli anni per la memorabile gara nella classe 500cc vinta da Loris Capirossi in un’emozionante sfida tutta italiana contro Max Biaggi e Valentino Rossi, con il podio tricolore consacrato la nuova generazione di piloti italiani. Dal 2002 il circuito diventa Mugiallo in onore della colorata tribù di Valentino con sette trionfi consecutivi (2002-2008 due con la Honda e cinque con la Yamaha). Nel 2009 il “Dotore” lascia lo scettro della classe Regina al suo grande rivale Casey Stoner, vince Pedrosa nel 2010 e poi è l’era di Jorge Lorenzo con ben 5 successi (2011-12-13-15-16).
Per sentire ancora l’Inno di Mameli nella classe Regina dobbiamo aspettare Andrea Dovizioso sulla Ducati (2017), seguito dal grintoso Petrucci nel 2019 sempre con la Rossa di Borgo Panigale. Tre i successi di Pecco Bagnaia sempre con la Desmosedici di Borgo Panigale (2022-23 e 24), comprese le doppiette (sprint e Gp) nel 2023-24. Nell’ultima edizione, lo scorso anno, il Mugello ha regalato il bis a Marc Marquez che è tornato sul gradino più alto del podio con la Ducati Factory, ben 11 anni dopo il trionfo con Honda HRC. La sfida del 2026 è anora tutta da scrivere, con le due Case italiane Aprilia e Ducati protagoniste nella lotta al vertice in MotoGP. Grande l’attesa per i centauri italiani, anche se probabilmente il prossimo week end proprio al Mugello dovrebbe rientrare anche il “Cannibale” Marc Marquez.
Il layout del Mugello è esattamente quello del primo GP mondiale disputato nel 1976. Proviamo a confrontare i tempi sul giro della top class, 500 prima e MotoGP poi, in mezzo secolo, è ovvio che paragonare i tempi sul giro sullo stesso circuito è difficile anche soltanto a un anno di distanza, perché le condizioni della pista e del meteo cambiano continuamente. Ma qualche spunto interessante è saltato fuori, la curva disegnata dai tempi sul giro riflette il passo del progresso tecnologico delle più potenti moto del mondiale. Fino all’84 si correva al Mugello ad anni alterni per dare spazio alle altre piste italiane, poi c’è stato un buco di sette anni; soltanto dal 1993 ci si torna puntualmente ad ogni stagione mondiale. Il Mugello è una pista tecnica, interessante, completa. Dove non conta soltanto la potenza ma anche la guidabilità delle moto.
Nei primi 15 anni, parliamo naturalmente della classe 500cc, sono ben 13 i secondi guadagnati nel giro veloce, tra il record in gara del 1976 di Sheene e Read (a pari merito, con le Suzuki RG) in 2.07.60 e il 1991 di Kevin Schwantz (Suzuki RGV Gamma) in 1.54.461.Bagnaia detiene il record attuale in 1.45.770 con la MotoGP. Mediamente un incremento enorme, pari a 876 millesimi all’anno. Nei primi sei anni si scende di quasi 4”, nei sei anni successivi altrettanto;, in questa fase storica la curva è omogenea e sottolinea un dato di fatto, lo sviluppo delle 500 due tempi tra la metà degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta è stato enorme.