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MotoGP, la penelatà inflitta a Marc Marquez ha deciso la Sprint

Di In MotoGP
Febbraio 28, 2026

MotoGP, la penalità inflitta a Marc Marquez, il “Cannibale” della Rossa di Borgo Panigale per il sorpasso su Pedro Acosta, sta facendo discutere il paddock, certo è, ha deciso la prima Sprint della stagione, Marquez ha dovuto restituire la posizione, perdendo la ledership della corsa. Incomprensibile soprattutto il metro dei commissari, che al via non hanno neppure investigato un’azione ben peggiore di Alex Marquez  su Diggia.

Chiusa solo la prima Sprint della stagione e il lavoro dello Steward Panel fa già discutere. La sanzione inflitta a Marc Marquez è  di quelle che sembrano destinate a diventare una sorta di spartiacque su come saranno giudicate d’ora in poi le battaglie carena contro carena. La manovra del campione del mondo in carica ai danni di Pedro Acosta è stata aggressiva, ma non più di altre che in passato avevano visto i protagonisti non penalizzati, spesso proprio lo stesso “Cannibale”, che al  penultimo giro della Sprint del Gran Premio della Thailandia si è buttato all’interno del pilota della KTM alla curva 12, mandandolo largo con un contatto leggero, ma riuscendo comunque a tenere la sua Desmosedici GP all’interno della pista.

Fino ad ora quando un pilota riusciva a rimanere all’interno dei limiti della pista, non veniva sanzionato praticamente mai. Questa volta invece è scattata immediatamente l’investigazione da parte dei commissari e, quando mancavano poche curve al termine, sul dashboard della Ducati  numero 93 è apparso un messaggio che imponeva di restituire la posizione. Cosa che Marquez ha fatto, servendo su un piatto d’argento la prima affermazione nella classe regina al suo futuro compagno di squadra, applaudendo poi ironicamente la direzione gara subito dopo aver tagliato il traguardo. Una reazione a caldo, per la quale poi si è scusato, senza nascondere però il suo disappunto, ma mostrando sempre grande sportività invece nei confronti del rivale con il quale si è abbracciato prima della premiazione.

Prendere delle decisioni di questo tipo non è semplice, soprattutto quando se devi agire velocemente. In presa diretta, la sensazione che ci potesse stare una penalità, ma rivedendo le immagini sono affiorati i dubbi. La penalità inflitta al Chang International Circuit probabilmente era evitabile, almeno non così evidente. Se il metro dal 2026 è questo, viene da domandarsi perché l’episodio capitato al primo giro tra Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, con il pilota della Gresini Racing che ha portato entrambi fuori dalla pista alla curva 3, non sia finito  sotto investigazione. La tendenza recente infatti è quella di lasciar correre su quello che accade al primo giro, quando l’agonismo è alle stelle. In realtà secondo il romano della Pertamina Enduro VR46, è proprio questa la fase più delicata della corsa.

Nel box Ducati non sembrano aver preso affatto bene la decisione, come ha spiegato il team manager Davide Tardozzi: “Abbiamo visto molti sorpassi di questo tipo. Marc non ha toccato Pedro, non è uscito dalla pista, quindi penso che la penalità non sia giusta. Sono ragazzi intelligenti che vogliono vincere le gare. Quindi sia Marc che Pedro conoscono esattamente questo tipo di lavoro. E sono sicuro che Pedro, nella stessa posizione, avrebbe fatto lo stesso”. A caldo  Acosta è tendenzialmente in linea con Marquez e la Ducati:  “Avrei preferito arrivare secondo piuttosto che vincere in questo modo. Non mi sembra una vera vittoria, perché Marc mi ha ridato la posizione. La manovra? E’ questo che rende la MotoGP così eccitante, alla fine ci si ricorda di questo tipo di battaglie e di questi momenti. E’ stata una bella gara per i tifosi e la mia battaglia migliore in MotoGP finora. E’ vero che Marc mi ha buttato fuori e credo che la penalità ci stia, ma sono anche consapevole che in questo modo facciamo più spettacolo”.

Le parole di Marc Marquez a fine giornata: “È andata così. L’unica cosa che possiamo fare, come piloti, è adattarci al limite stabilito dalla Direzione Gara. Oggi faceva molto caldo e le condizioni della pista erano difficili; quindi, quando è caduto Bezzecchi, ho cercato di restare al comando mantenendo il passo che ritenevo più sicuro. Avrei voluto spingere negli ultimi due giri ma alla curva 5 ho quasi perso il posteriore. Sono comunque contento del risultato: a gennaio avrei firmato per ottenere nove punti nella prima Sprint, ma poi cambia tutto quando ti ritrovi in lotta per la vittoria. Non siamo ancora totalmente a posto e io devo migliorare in qualche aspetto, ed è per questo che oggi abbiamo cercato di controllare la situazione invece che spingere oltre il limite”.