Netflix torna a far discutere Hollywood e lo fa con una presa di posizione destinata a cambiare il rapporto tra la piattaforma e molti autori. La società guidata da Ted Sarandos avrebbe infatti deciso di non lavorare più con registi che considerano la distribuzione cinematografica una condizione imprescindibile per realizzare i propri progetti.
Una scelta che segna una nuova fase nella strategia del colosso dello streaming e che arriva pochi mesi dopo il clamoroso fallimento delle trattative che avrebbero potuto portare Netflix a mettere le mani su Warner Bros., uno degli studi cinematografici più importanti al mondo.
Netflix ribadisce la centralità dello streaming
Per anni Netflix ha rappresentato il principale antagonista del modello tradizionale delle sale cinematografiche. Sebbene negli ultimi tempi alcuni film abbiano ricevuto uscite limitate sul grande schermo, la priorità dell’azienda è sempre rimasta quella di offrire contenuti esclusivi ai propri abbonati nel minor tempo possibile.
Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, Dan Lin, responsabile della divisione cinematografica della piattaforma, avrebbe chiarito che Netflix non intende collaborare con registi che pretendono finestre di distribuzione cinematografica come requisito contrattuale. L’obiettivo rimane quello di valorizzare il modello streaming-first che ha permesso alla società di diventare il leader mondiale del settore.
Si tratta di una presa di posizione che potrebbe allontanare alcuni autori particolarmente legati all’esperienza della sala, ma che allo stesso tempo conferma la volontà di Netflix di non snaturare la propria identità.
Il caso Warner Bros e la svolta strategica
La decisione assume un significato ancora più importante se osservata alla luce delle recenti vicende che hanno coinvolto Warner Bros.
Negli ultimi mesi Netflix aveva tentato una storica acquisizione di Warner Bros. Discovery, un’operazione che avrebbe rivoluzionato l’intera industria dell’intrattenimento. Durante quelle trattative la piattaforma aveva persino aperto alla possibilità di garantire finestre cinematografiche più ampie ai film dello studio, nel tentativo di rassicurare esercenti, autori e operatori del settore.
Tuttavia l’operazione non è andata in porto. A febbraio Netflix ha ufficialmente rinunciato ad aumentare la propria offerta, uscendo dalla corsa per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery.
Con il tramonto di quell’accordo è venuta meno anche la necessità di trovare compromessi con il sistema delle sale cinematografiche.
Hollywood divisa tra cinema e streaming
La nuova linea adottata da Netflix riapre una frattura che da anni divide Hollywood.
Da una parte ci sono autori come Christopher Nolan e molti registi della vecchia scuola, convinti che il cinema debba essere visto prima di tutto sul grande schermo. Dall’altra ci sono le piattaforme streaming che puntano sulla distribuzione globale immediata e sulla massima accessibilità per il pubblico.
Negli ultimi anni diversi cineasti hanno accettato accordi con Netflix ottenendo uscite limitate in sala, ma il nuovo orientamento della società potrebbe rendere sempre più rare queste concessioni.
Non è un caso che numerosi operatori del settore abbiano espresso preoccupazione per il futuro delle sale ogni volta che Netflix ha cercato di espandere il proprio peso nell’industria cinematografica. Molti temono infatti che un modello sempre più orientato allo streaming possa ridurre il numero di produzioni destinate ai cinema.
L’eccezione Narnia
Al momento esiste comunque una significativa eccezione alla regola. Netflix avrebbe infatti previsto una distribuzione cinematografica per “Narnia: Il nipote del mago”, prima del successivo arrivo sulla piattaforma. Un caso isolato che dimostra come l’azienda sia ancora disposta a valutare percorsi differenti per eventi particolarmente importanti, senza però trasformare queste uscite in una prassi consolidata.
Cosa significa per il futuro del cinema
La decisione di Netflix rappresenta un messaggio molto chiaro per Hollywood: chi vuole lavorare con la piattaforma dovrà accettarne le regole.
Dopo il mancato accordo con Warner Bros., il colosso dello streaming sembra aver abbandonato ogni tentativo di avvicinarsi al modello tradizionale degli studios. L’obiettivo resta quello di rafforzare il proprio catalogo e attirare nuovi abbonati, mantenendo il focus sulla distribuzione digitale.
Resta da capire quanti registi saranno disposti ad accettare questa filosofia e quanti invece preferiranno rivolgersi a studios più favorevoli alle uscite cinematografiche tradizionali. Una cosa, però, appare certa: la battaglia tra sala e streaming è tutt’altro che conclusa.