A Roma si accende il dibattito su Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma alla Nuvola dell’Eur dal 4 all’8 dicembre 2026. Al centro della discussione c’è il nuovo allegato previsto per gli editori che intendono partecipare alla manifestazione. Il documento richiama l’adesione ai principi della Costituzione italiana, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, alla Dichiarazione universale dei diritti umani e ai valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico italiano.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha criticato la scelta, definendola sui social un “patentino antifascista” e parlando di censura. Secondo la premier, una fiera del libro dovrebbe restare uno spazio aperto al confronto delle idee, senza condizioni considerate ideologiche.
Gli organizzatori della manifestazione hanno respinto questa lettura, spiegando che la dichiarazione nasce come richiamo a principi istituzionali, democratici e universali. La fiera ha chiarito che il documento riguarda valori costituzionali e diritti fondamentali, senza riferimenti partitici. Dopo le polemiche, è stato annunciato un ulteriore approfondimento, nel rispetto del dibattito pubblico nato intorno alla vicenda.
Il tema tocca un punto centrale della vita democratica italiana. L’antifascismo rappresenta uno dei fondamenti della Repubblica nata dopo la caduta della dittatura e la fine della guerra. Ricordare questo passaggio storico significa custodire la memoria di un periodo segnato da repressione, violenza politica, privazione delle libertà e persecuzioni. Per le nuove generazioni, conoscere ciò che il fascismo ha prodotto in Italia resta un elemento essenziale di educazione civile.
In questo quadro, la richiesta della fiera può essere letta come un impegno a condividere regole comuni di rispetto, libertà, dignità della persona e rifiuto dell’odio. La discussione proseguirà, ma il richiamo ai valori costituzionali resta un presidio democratico e culturale.