Ho visto dallo specchio la tua maglia Roma, ho letto “amor”, where are you from? Recita cosi la canzone “Pub Crawl” di Carl Brave, artista della scena romana e tifoso giallorosso. Chissà se prima o poi possa dedicare un brano a “Bobby”, soprannome di Donyell Malen, ormai leader della squadra allenata da Giampiero Gasperini. La scorsa stagione è stata solo un avviso delle potenzialità del calciatore olandese, nella serata di ieri è arrivato l’effettivo spoiler. 17 reti nelle prime 19 presenze in Serie A con la maglia giallorossa, molto vicino alla cifra monstre di 1 gol a partita, battuto il record del “re leone” Gabriel Omar Batistuta. Il fuoriclasse argentino nella stagione 00/01 si era tra molte virgolette fermato a solo 15 reti in 19 presenze, in quella stagione arrivò il tanto agognato Scudetto.
Dati i ricorsi storici, la famelicità del loro attaccante, adesso i tifosi della Roma sognano in grande. “Vinceremo il tricolor” cantano all’uscita dello Stadio Olimpico, un’entusiasmo assolutamente giustificato considerando il valore della rosa allenata da Gasperini. Il tecnico però non ha perso molto tempo a spegnere il fervore del tifo romanista. A più riprese ha evidenziato la neccesità di allungare la rosa, il doppio impegno Champions è senza dubbio probante, Malen ma soprattutto Dybala non possono giocare tutte le partite.
Il tecnico di Grugliasco nonostante tutte le premesse si gode i propri assi, le trame, le giocate di Malen e Dybala in coppia erano assai mancate al popolo giallorosso. Si dividono il peso dell’attacco, il peso della squadra ma anche le magliette vendute negli store. La “joya” resta saldamente al primo posto, “Bobby” insidia, dopo un mondiale molto in chiaroscuro- non solo per colpe sue- Malen a Roma ha trovato il suo habitat. Nella capitale è ufficialmente partita la Malenmania, sognare non è mai costato nulla, con un Dybala sano ed un bomber di livello mondiale, i tifosi giallorossi hanno tutte le carte in regola per poter sognare in grande. La parola Scudetto non fa più molta paura, i tifosi la pronuciano, la squadra no, ma Gasperini da ieri- forse anche da molto più tempo- sa di poter contare su una squadra che può con i giusti accorgimenti poter puntare alle stelle.