Luca Chiaravalle – Un assicuratore amico
Non serve soltanto a evitare la fila al casello.
Quando pensiamo al telepedaggio, probabilmente pensiamo tutti alla stessa scena.
Arriviamo al casello, rallentiamo, sentiamo il famoso bip e la sbarra si alza.
Niente monete. Niente carta. Niente coda alla cassa.
Comodo, certamente. Ma almeno per chi vive dalle nostre parti, potrebbe esserci un motivo molto più interessante per avere un dispositivo di telepedaggio.
E confesso che è proprio parlando con alcuni clienti che mi sono accorto di quanto questo meccanismo sia conosciuto, ma allo stesso tempo poco compreso.
Molti lo chiamano “lo sconto della tratta non percorsa”.
Il concetto non è completamente sbagliato.
Ma quello che accade realmente è ancora più interessante.
LA NAPOLI – POMPEI – SALERNO HA UNA PARTICOLARITÀ
L’autostrada A3 Napoli–Pompei–Salerno utilizza un sistema che la concessionaria definisce “semi-chiuso”.
In parole molto semplici, chi viaggia senza un sistema di telepedaggio paga normalmente una tariffa forfettaria quando attraversa le stazioni di esazione: il prezzo non viene determinato semplicemente contando i chilometri effettivamente percorsi.
Per il 2026 la tariffa ordinaria indicata dalla concessionaria per i veicoli di Classe A è di 2,30 euro.
Ed è qui che entra in gioco il telepedaggio.
Per gli automobilisti di Classe A che utilizzano servizi di telepedaggio abilitati, infatti, è prevista una tariffa differenziata.
I rilevatori presenti in entrata e in uscita riconoscono il passaggio del veicolo e permettono di riferire il pedaggio alla percorrenza effettivamente effettuata. È la stessa concessionaria a descrivere ufficialmente questo meccanismo.
In pratica, per questi utenti quella stessa autostrada si comporta, dal punto di vista della determinazione della percorrenza, in maniera diversa.
Ed ecco perché la famosa frase “non pago la tratta che non percorro” rende abbastanza bene l’idea, anche se tecnicamente non è proprio la definizione corretta.
Non ricevi un rimborso dopo il viaggio. Viene applicata direttamente una tariffa modulata sulla percorrenza rilevata.
E QUANTO PUÒ CAMBIARE? Beh, abbastanza.
In base ai valori aggiornati e pubblicati recentemente da Telepass, per la A3, e per i veicoli di classe A con telepedaggio, questi di seguito sono i parametri tariffari.
- fino a 5 km: 0,80 euro
- da 5 a 10 km: 1,10 euro
- da 10 a 15 km: 1,40 euro
- da 15 a 20 km: 1,70 euro
- da 20 a 25 km: 2,10 euro
- da 25 a 30 km: 2,20 euro
- oltre 30 km: 2,30 euro.
La concessionaria, dal canto suo, conferma che nel 2026 la tariffa ordinaria di Classe A è 2,30 euro e precisa che quella cifra si applica anche agli utenti con telepedaggio per percorrenze superiori ai 30 chilometri.
A questo punto il meccanismo diventa molto più facile da comprendere.
Pensiamo a chi utilizza frequentemente l’autostrada per piccoli spostamenti nell’area vesuviana.
Non stiamo parlando necessariamente di qualcuno che parte da Napoli e arriva fino a Salerno.
Parliamo anche di chi entra ed esce dopo pochi chilometri.
Ed è proprio in questi casi che conoscere la tariffa differenziata può diventare particolarmente interessante.
Naturalmente il costo della singola percorrenza dipende dalla tratta effettivamente rilevata, compresi svincoli e rami di ingresso e uscita; per questo eviterei di trasformare le fasce chilometriche in esempi del tipo “Portici-Napoli costa esattamente X” senza calcolare lo specifico percorso. La stessa concessionaria mette a disposizione un calcolatore del pedaggio.
E quindi capita che qualcuno associ questa possibilità al nome del dispositivo che utilizza e pensi..“Se cambio operatore, perderò lo sconto?”
In realtà la concessionaria parla espressamente di utenti aderenti a servizi di telepedaggio abilitati.
E oggi indica come provider dotati della tecnologia necessaria:
Telepass, MooneyGo, UnipolMove e DKV.
Quindi non stiamo parlando di un regalo commerciale di un singolo marchio.
Stiamo parlando di un sistema tariffario della tratta autostradale, utilizzabile attraverso i servizi di telepedaggio che dispongono della tecnologia richiesta.
Ed è una differenza tutt’altro che secondaria.
Per esempio, UnipolMove conferma nelle proprie condizioni che sulla Salerno–Pompei–Napoli la tariffa differenziata è prevista per la Classe A sulla base dell’effettiva percorrenza rilevata e che l’attivazione avviene automaticamente.
Lo cito non per suggerire un operatore piuttosto che un altro, ma perché ci aiuta a comprendere una cosa importante.
Prima di scegliere o cambiare un dispositivo di telepedaggio, vale la pena verificare quali convenzioni sono supportate sulle autostrade che utilizziamo abitualmente.
MA ALLORA IL TELEPEDAGGIO CONVIENE SEMPRE?
No. E sarebbe sbagliato raccontarlo.
Un servizio di telepedaggio può prevedere un canone o altri costi a seconda dell’operatore e dell’offerta sottoscritta.
Chi percorre l’autostrada una volta ogni tanto potrebbe attribuire pochissimo valore al servizio.
Chi invece la utilizza frequentemente deve mettere insieme diversi elementi: comodità, frequenza dei viaggi, costo del servizio, autostrade percorse e agevolazioni eventualmente disponibili.
Per chi vive nell’area napoletana e vesuviana, però, alla valutazione bisogna aggiungere anche questa particolarità della Napoli–Pompei–Salerno.
Perché il telepedaggio, in determinate condizioni, non cambia soltanto come paghi. Può cambiare quanto paghi.
ATTENZIONE ALLE PAROLE: NON TUTTI GLI “SCONTI” SONO LA STESSA COSA
C’è anche un’altra piccola trappola.
La tariffa differenziata della Napoli–Pompei–Salerno non va confusa con altre promozioni o convenzioni previste per il telepedaggio.
Un esempio è lo Sconto Moto del 30%. E’ una diversa agevolazione e la Salerno–Pompei–Napoli risulta espressamente tra le concessionarie che non aderiscono a quella specifica iniziativa.
Sono meccanismi diversi. E ancora una volta la regola è semplice.
Non basta sapere di avere un dispositivo. Bisogna sapere quali condizioni si applicano sulla strada che stiamo percorrendo.
E DAL 2026 C’È ANCHE UN’ALTRA NOVITÀ DA CONOSCERE.
Mentre cercavo di approfondire il funzionamento della tariffa, ho trovato un’altra informazione che credo meriti di essere raccontata.
Dal 1° giugno 2026, sulla rete gestita da Salerno Pompei Napoli sono entrate in vigore le nuove disposizioni sui rimborsi previste dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti.
In determinate condizioni, per esempio in presenza di alcuni cantieri non emergenziali o di situazioni di traffico bloccato contemplate dalla disciplina, può essere riconosciuto un rimborso totale o parziale del pedaggio.
E attenzione. La concessionaria precisa che la richiesta può riguardare utenti che hanno pagato tramite telepedaggio, carta oppure contanti. Non è quindi un vantaggio esclusivo del telepedaggio.
Mi sembra utile citarlo perché dimostra quanto il mondo del pedaggio autostradale sia diventato meno banale di quanto possa sembrare.
Non esiste soltanto il casello. Esistono tariffe, modalità di calcolo, convenzioni, rimborsi e condizioni che vale la pena conoscere.
E quindi, alla fine conviene? Sono partito da una domanda molto semplice.
Perché dovrei avere un dispositivo di telepedaggio?
La risposta più immediata rimane quella che conosciamo tutti. Per comodità.
Ma almeno sulla Napoli–Pompei–Salerno la risposta può essere più articolata.
Per un automobilista di Classe A che utilizza un servizio di telepedaggio abilitato, la percorrenza effettiva può determinare la tariffa applicata.
E per chi percorre frequentemente brevi tratti, questo è un elemento che merita almeno di essere conosciuto e confrontato con il costo del proprio servizio.
Non significa che il telepedaggio convenga a tutti.
Non significa nemmeno che un operatore sia migliore di un altro.
Significa semplicemente che, prima di scegliere, possiamo farci una domanda diversa da “Quanto costa il canone?”
Possiamo chiederci “Dove viaggio abitualmente e quali condizioni tariffarie posso utilizzare?”
Perché a volte risparmiare non significa trovare uno sconto.
Significa semplicemente conoscere meglio ciò che stiamo già pagando.
Luca Chiaravalle
Un Assicuratore Amico