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Xi Jinping incontra Putin e detta il nuovo ordine mondiale

Di In Politica
Maggio 26, 2026

A pochi giorni dal bilaterale con Trump, il leader cinese accoglie Putin per il loro 40° incontro.

Vladimir Putin è atterrato in Cina per la sua venticinquesima visita di Stato.

A dare un peso straordinario a questo summit non sono solo i numeri o le ricorrenze storiche (i 30 anni del partenariato strategico e i 25 del Trattato di buon vicinato), bensì la sequenza temporale. Il leader russo è giunto a Pechino appena quattro giorni dopo la partenza di Donald Trump dalla capitale cinese. Una staffetta geopolitica che dimostra una cosa con assoluta chiarezza: oggi, il baricentro delle relazioni internazionali risiede stabilmente in Cina.

“Le nostre relazioni hanno raggiunto un livello senza precedenti, fungendo da modello di partenariato globale”, ha dichiarato un Putin visibilmente intenzionato a mostrare all’Occidente di non essere isolato. Sotto la pressione delle sanzioni occidentali legate alla guerra in Ucraina, Mosca ha dovuto accelerare una transizione epocale: gli scambi commerciali bilaterali avvengono ormai quasi esclusivamente in rubli e yuan, bypassando il dollaro, e Pechino è diventata il primo partner commerciale della Federazione.

Tuttavia, dietro la facciata dei sorrisi cordiali, del tè consumato a Zhongnanhai e dei venti accordi di cooperazione firmati, l’asimmetria del rapporto emerge con forza. Se per la Russia l’abbraccio con la Cina è una necessità vitale di sopravvivenza economica e militare, per Xi Jinping la Russia è una pedina fondamentale – ma non l’unica – in una partita molto più grande. Mostrandosi capace di ospitare i due leader delle superpotenze rivali nel giro di una settimana, Xi ha mandato un messaggio chiaro alla Casa Bianca: la Cina ha solide sponde geopolitiche e non si lascerà isolare né intimidire dalle minacce tariffarie americane.

L’economia e l’energia restano i pilastri pragmatici di questa intesa. Con le rotte commerciali marittime instabili a causa delle tensioni in Medio Oriente che minacciano lo Stretto di Hormuz, la Cina guarda con crescente interesse alle forniture terrestri e sicure di petrolio e gas russo, oltre che ai progetti estrattivi nell’Artico.

Il summit di Pechino si chiude con l’estensione del trattato di amicizia e con una certezza: la “partnership senza limiti” tra Russia e Cina gode di ottima salute, ma le regole di questo legame vengono scritte, una per una, esclusivamente in caratteri cinesi.