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Jim Clark, il campione totale: re della Formula 1 e padrone della 500 Miglia

Di In Formula1
Aprile 10, 2026
Jim clark

Jim Clark “lo scozzese volante”, negli 60 ha dimostrato come diventare leggenda in Formula 1… e non solo

In un’epoca dove morire era quasi la normalità (la sicurezza nei circuiti era molto bassa e grazie a Jackie Stewart, che fu il simbolo della battaglia per la sicurezza la situazione è migliorata) il pilota scozzese ha mostrato grande intelligenza tattica e impressionante valutazione dei mezzi. E’ sempre stato un puro diamante e da molti addetti ai lavori considerato il pilota più puro mai esistito in Formula 1. Jim Clark si è imposto sin da subito allontanandosi dallo stereotipo degli anni 60: non aveva eccessi, non era un personaggio ed era molto sensibile nel percepire il comportamento della vettura e sapeva dare feedback preziosi, anche se non era un tecnico nel senso stretto del termine. Le sue umili origini lo hanno fatto maturare sin dalle prime gare: in tocco di punta ma con la lama affilata per vincere. Grande figura è stata quella di Colin Chapman: un genio, visionario e rivoluzionario che ha cambiato la storia della Formula 1 con la Lotus. Il duo ChapmanClark è stato devastante sotto ogni punto di vista: un binomio simile a Schumacher-Todt, Wolff-Hamilton o Newey-Vettel o Newey-VerstappenJim Clark ha debuttato in Formula 1 con Lotus nel 1960. L’inizio è stato sin da subito perfetto: il periodo di “rookie” è durato poco e nel 1962 ha lottato fino alla fine per la conquista del campionato mondiale. Da ricordare che quell’anno è stato orrendo dal punto di vista dell’affidabilità: problemi meccanici, sfortune in pista hanno fatto perdere svariati punti allo scozzese. Il titolo è andato a Graham Hill sulla BRM.

L’anno della consacrazione è stato nel 1963 quando da pilota emergente è diventato leggenda pura. Con la Lotus 25, una monoposto che a detta di tutti è stata rivoluzionaria grazie al telaio monoscocca, ha letteralmente dominato la stagione con 7 vittorie su 10 Gp. La Lotus era una vettura con velocità pura e costante: Jim Clark sin da subito ha trovato il feeling ideale adattandosi alla tecnologia concepita dell’estro di Chapman. La guida dello scozzese è stata fluida, pulita, rapida e variabile a seconda dei tracciati. E’ stato imprendibile in molti circuiti e a fine anno tutti i suoi colleghi lo hanno riconosciuto come miglior pilota al mondo.

Nel 1964 non è riuscito a confermarsi campione, ma fu ancora protagonista e perse il titolo in modo beffardo all’ultima gara, anche se ha conquistato 3 vittorie chiudendo al terzo posto nella classifica generale piloti. A vincere il Mondiale è stato John Surtees con la Ferrari 158. Ma nel 1965 Jim Clark non solo è tornato a vincere, ma ha anche scritto una pagina indelebile nella storia della Formula 1. Oltre al mondiale piloti (conquistando 6 vittorie in 10 gare di cui una saltata), ha vinto la 500 miglia di Indianapolis. In F1 con la Lotus-Ford è tornato a dominare senza rivali annichilendo tutti gli avversari. Lo scozzese non aveva mezze misure: o vinceva o si ritirava (tranne un decimo posto in Italia). Col campionato in tasca, il pilota ha cercato la sua stella definitiva in America partecipando alla 500 miglia di Indianapolis vincendola. Questo successo lo ha proiettato verso l’Olimpo dei Motori rafforzando la nomea di campione assoluto nel motorsport.

Innegabilmente per un pilota negli anni 60 gli incidenti facevano parte del “gioco”. Nel 1968, ad Hockenheim in Germania (uno dei circuiti più iconici quanto devastanti sotto ogni punto di vista della sicurezza) in F2, Jim Clark è stato vittima di un incidente mortale. Lo “Scozzese Volante” è morto a 32 anni provocando un vero shock per la Gran Bretagna e per l’intero motorsport. Una morte che ha devastato i piloti di Formula 1 visto che ha rappresentato il lato puro e sportivo, veloce e indemoniato, autentico e preciso. La sua morte ha contribuito ad aumentare la consapevolezza sulla necessità di migliorare la sicurezza, tema che negli anni successivi sarebbe diventato centrale grazie anche all’impegno di Jackie Stewart. Jim Clark ha incarnato lo spirito motoristico in pieno e da tutti ricordato come talento puro. Alberto Naska in un suo video ha spiegato quanto fosse difficile correre in quegli anni e come vincere era impossibile.

Dire che Jim Clark è stato un due volte campione del mondo in F1 è riduttivo. Dire che è stato il primo (e unico) a realizzare il double (Mondiale F1 e 500 Miglia di Indianapolis) è basico. Lo Scozzese Volante è stato il pilota perfetto della sua era grazie al suo estro e piede ideale sull’acceleratore. I suoi gesti tecnici sono stati oggetto di studio da parte dei piloti giunti in F1 dopo la sua dipartita. Detiene ancora il maggior numero di Grand Chelem (ovvero pole, vittoria e giro veloce) con 8 davanti a gente di livello come Lewis Hamilton con 6 e Alberto Ascari/Michael Schumacher con 5.

Palmares Jim Clark

2 titoli mondiali Piloti: 1963 e 1965

Statistiche principali in Formula 1:

Gran Premi disputati: 72
Vittorie: 25
Pole position: 33
Giri veloci: 28
Podi: 32
Punti totali: 274 (sistema di punteggio dell’epoca)

I principali successi negli Stati Uniti

Vincitore della 500 Miglia di Indianapolis nel 1965
Campione della Trenton 300 nel 1963, 1964 e 1965
Vincitore della Milwaukee 200 nel 1965
Vincitore del Langhorne 100 nel 1965

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Amante del ciclismo e della Formula 1. Conoscitore dell'ambiente motoristico che non disdegna le sfide anche di altri sport!