Continua il periodo negativo per l’industria videoludica: licenziamenti e aumenti di prezzo per Sony e Microsoft

Di In Tecnologie
Giugno 28, 2026
Psxbox logos

In questa torrida estate, le notizie positive sono purtroppo ben poche e, purtroppo, anche il mondo videoludico sembra seguire questo filone. Giusto settimana scorsa abbiamo parlato di come sembrasse che XBOX (e quindi Microsoft) fosse sul punto di chiudere tre studi sussidiari. L’emergenza non è purtroppo rientrata, ed è infatti notizia di questi giorni che uno dei tre studi, Compulsion Games, è stato colpito da numerosi licenziamenti. E se pensate che le notizie negative dalla casa di Redmond siano finite, devo purtroppo darvi la notizia che in realtà sono appena iniziate.

Nell’articolo citato prima abbiamo lungamente discusso di come Asha Sharma, la nuova CEO di XBOX, abbia pubblicato una lettera nel quale si parlava di un reset totale di tutto il sistema XBOX. E, a quanto pare, la prima strategia di questo reset consiste nell’aumentare di prezzo in tutto il mondo e in maniera considerevole tutti i modelli di console disponibili sul mercato attualmente.

Infatti, a partire dal primo agosto, come annunciato in questo post, il prezzo delle console varierà in questo modo:

  • Xbox Series S 512GB aumenta da $399.99 a $499.99
  • Xbox Series S 1TB aumenta da $449.99 a $599.99
  • Xbox Series X 1TB Digital aumenta da $599.99 a $749.99
  • Xbox Series X 1TB aumenta da $649.99 a $799.99
  • Xbox Series S 2TB verrà messa fuori produzione

I prezzi riportati sono in dollari in quanto, al momento, non si conosce ancora l’entità dell’aumento di prezzo nei territori europei. Si tratta di un aumento di prezzo importante e, soprattutto, assolutamente ridicolo se si pensa al costo a cui erano state inizialmente prezzate le console alla loro uscita sul mercato. Xbox Series S, la meno potente, era stata rilasciata ad un prezzo di $300, per permettere anche a chi aveva meno potere d’acquisto economico di gioire della nuova generazione. Oggi costa letteralmente il doppio, e soltanto $50 in meno rispetto alla concorrente PS5, che però offre prestazioni decisamente migliori. Anche Xbox Series X ha visto un aumento di $300 dalla sua uscita, quando ne costava soltanto 500. Allo stato attuale, invece, il prezzo è davvero ingiustificato, soprattutto pensando che il prezzo è solamente di $100 dollari inferiore a quello di PS5 Pro, che però ha un hardware decisamente più performante, essendo uscita quattro anni dopo.

Se quindi questi sono i “grandi cambiamenti” che dovrebbero portare XBOX a un miglioramento della sua situazione attuale, vedo sinceramente dura questa eventualità. Anzi, con questi prezzi mi aspetto un netto calo d’interesse da parte dei consumatori.

E la concorrenza quindi gongola? Beh, a dire la verità non proprio. Anche Sony infatti ha avuto numerosi fallimenti in questi anni, con studi acquisiti, chiusi, giochi che sono diventati flop clamorosi, e chi più ne ha, più ne metta. Ed è notizia di questa settimana che anche Sony ha iniziato un round di licenziamenti di grosse proporzioni in una delle sue sussidiarie, Bungie, gli sviluppatori di Destiny e Marathon, che dovrebbe arrivare a tagliare circa il quaranta percento della forza lavoro dello studio.

Questa conseguenza segue le disastrose e scellerate scelte nella gestione dello studio, che ha mandato in pensione Destiny 2, nonostante una community ancora attiva dopo dieci anni dall’uscita e un grande seguito, per concentrarsi su Marathon, uscito quest’anno ma che non sembra minimamente avere lo stesso piglio del predecessore sui giocatori. Il team di Destiny 2 è stato mandato praticamente tutto a casa, e anche alcuni sviluppatori di Marathon sono stati ritenuti “esuberi”, riguardo allo stato attuale della compagnia.

Insomma, se speravamo di stare almeno una settimana senza notizie negative da parte del settore videoludico, anche questa volta non è andata come auspicavamo. Ma dubito che la situazione possa mai cambiare quando a fare le scelte in Sony e Microsoft sono personaggi che puntano solo a far quadrare i conti, senza avere minimamente idea dello stato attuale dell’industria e dei giocatori.