L’atarassia indica uno stato di totale imperturbabilità e assenza di agitazione o turbamento. Deriva dal greco antico ataraxía (composto da a-, privativo, e tarasso, “turbare”) e definisce la condizione di chi vive in armonia interiore, dominando le proprie passioni ed emozioni. In passato due antichi filosofi hanno avuto due diverse concezioni dell’atarassia. Per Epicuro essa implicava il completo distacco dalla realtà onde poterla raggiungerla, diversamente Seneca ne aveva invece una concezione più moderata. Per quest’ultimo per poter raggiungere l’atarassia, non bisogna distaccarsi completamente dalle emozioni e dalle passioni che per lui andavano dominate con la ragione e l’accettazione del destino, concentrandosi solo su cio’ che dipende da noi. Per Seneca mentre il futuro e’ incertezza ed il passato, al contrario, e’ una certezza, l’unico momento sul quale abbiamo il libero arbitrio e’ il presente. Tuttavia sia Epicuro che Seneca, non avevano ancora fatti i conti con la teoria del filosofo napoletano Luciano De Crescenzo. Quest’ultimo infatti, come più volte abbiamo segnalato nei precedenti articoli, divideva gli uomini in uomini d’amore ed uomini di libertà Forse gli uomini di libertà avrebbero messo d’accordo entrambi sul concetto dell’atarassia, ma come la mettiamo con gli uomini d’amore? Le emozioni e le passioni, positive o negative che siano, invadono direttamente la ratio degli uomini d’amore che, ragionando più con il cuore che con la mente, non sono, al contrario degli uomini di libertà liberi di agire con maggiore raziocinio. E voi, a tal proposito, come la pensate? Rispondeteci nei vostri commenti.