Settimana scorsa ho avuto modo di parlare dei giochi più interessanti di questo mese, citando titoli come Marvel Tokon: Fighting Souls e Star Wars: Zero Company. Dopo solo una settimana però sento di aver totalmente tralasciato un gioco che, a mia inaspettata insaputa, si sta rivelando una vera e propria hit dell’estate, con un picco di giocatori contemporanei su Steam di quasi cinquantamila utenti: Big Walk di House House (già autori di Untitled Goose Game).
Big Walk a prima vista sembra rifarsi al trend dei cosiddetti giochi friendslop, una sottocategoria dei giochi multiplayer cooperativi con alcune caratteristiche comuni, come ad esempio l’essere di solito titoli a basso budget focalizzati su poche meccaniche e obiettivi non particolarmente ricercati, con una forte componente caotica e sociale, con l’intento di causare momenti ilarità e potenziali momenti virali da poter condividere online, durante livestream o sui social di video brevi come TikTok e Instagram.
La differenza con i titoli descritti qui sopra è però lampante sin da una prima occhiata: Big Walk è un’avventura di stampo cooperativo fondata su enigmi, che fa anche uso di una componente caotica e sociale, facendo leva sulle diverse possibilità di interazione e comunicazione che possono essere sfruttate in un gioco di questo tipo. C’è ad esempio la possibilità di comunicare tramite la voce, sia attraverso chat di prossimità che attraverso dei walkie-talkie, ma anche comunicare a gesti, usare segnali di luce e tanti altri modi per interagire con i propri compagni. E anche attraverso la comunicazione bisognerà riuscire a risolvere gli enigmi che vengono sottoposti al gruppo, a volte di stampo più meccanico, altre invece puramente basato su logica e deduzione.
Insomma, in un mercato che spesso ricerca il guadagno facile o la dopamina a basso costo, nei social così come nei videogiochi multiplayer, Big Walk rappresenta un titolo che ribalta la situazione, prendendo un concetto popolare ma ribaltandolo quasi completamente su sé stesso nel tentativo di creare un’esperienza più focalizzata sul raggiungimento di un obiettivo comune, piuttosto che sul singolo momento di euforia. Una vera e propria boccata d’aria fresca che fa bene all’industria e ai videogiocatori.