Sony aumenta il prezzo di Playstation 5

Di In Tecnologie
Aprile 05, 2026
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Qualche mese fa, su queste pagine, scrissi una disamina su quanto fossero aumentati i prezzi dei manga negli ultimi 15 anni (ovvero da quando ho iniziato ad appassionarmi a questo medium), constatando quanto fosse ormai diventata una prassi per la maggior parte di editori di aumentare poco a poco i prezzi delle loro pubblicazioni, e come il prezzo medio fosse quasi raddoppiato, nell’arco di tempo considerato. Purtroppo, oggi mi ritrovo a dover fare un ragionamento analogo, anche se non andrò a parlare di libri e fumetti, bensì di console, PC e dispositivi da gaming in generale.

Come potete leggere dal titolo, questa riflessione nasce dai recenti aumenti di prezzo operati da Sony sul costo dei vari modelli di Playstation 5, che portano la console nel suo modello base a costare 650€, il modello digital senza lettore bluray 600€ e il modello Pro ben 900€. Si tratta di un aumento di prezzo veramente notevole, di almeno cento euro per tutti i modelli di console, e che per i primi due è già il secondo adoperato, dopo il primo avvenuto nel 2022, che aumentò il prezzo di entrambi di 50€, portandolo dagli iniziali 400 e 500€ a 450 e 550€ rispettivamente.

Devo essere sincero: le prospettive, di qui in avanti, sembrano solamente più nere per noi appassionati. Se una volta infatti si tendeva ad aspettare qualche anno dopo l’uscita di una console per comprarla, così da poter usufruire di eventuale scontistica e di un generale abbassamento graduale dei prezzi, ormai questo trend non solo è stato completamente annullato, ma addirittura ribaltato dalle logiche del mercato: chi non arriva subito rischia di dover pagare una console anche centinaia di euro in più rispetto a quelli che sono stati gli early adopters, di fatto annullando tutti i benefici di aspettare un secondo momento e aumentando soltanto ulteriormente la FOMO (Fear of missing out, la paura di rimanere esclusi).

Come si è arrivati a questo punto?

Bisogna essere onesti: nonostante il comportamento di Sony (Così come quello di Microsoft, che invece aumentò il prezzo della famiglia Xbox Series già l’anno scorso) non sia dei più trasparenti e consumer-friendly, le cause non sono tutte da imputare all’avidità delle multinazionali (nonostante questa abbia comunque una sua fetta di responsabilità) ma a un susseguirsi di avvenimenti che hanno causato scompiglio nel settore tech sin dall’inizio di questa generazione, nel lontano novembre 2020. Se infatti durante la pandemia di Covid molti hanno riscoperto la propria passione per il gaming, grazie al notevole aumento di tempo libero e/o da poter passare in casa, contestualmente si stava preparando lo scenario del primo evento nefasto per il settore: la crisi dei semiconduttori.

La crisi, iniziata nel 2020 e terminata solamente tre anni più tardi, ha visto coinvolti diversi ambienti del settore tech collegati a più industrie, da quella dei videogiochi fino a toccare anche l’automotive, causando una reazione a catena in questi ambiti: le scorte di silicio non erano sufficienti a soddisfare la richiesta per la costruzione dei microchip, il numero di microchip non era sufficiente a soddisfare la richiesta per le componentistiche di console, schede video e automobili, il numero di console e schede video (e automobili), non era abbastanza per soddisfare la domanda del pubblico. Chiunque ha provato a comprare la Playstation 5, la Xbox Series X o ad aggiornare il PC in questo periodo si ricorderà benissimo di quanto era difficile riuscire a mettere mani sull’oggetto tanto agognato, e molti negozianti ne approfittarono per aumentare silenziosamente il prezzo delle console, arrivando a prezzare una PS5 (che all’epoca costava 500€) anche a 800€.

E durante la seconda parte della crisi dei semiconduttori è arrivata la seconda causa scatenante della situazione attuale: l’aumento vertiginoso dell’inflazione. A partire dalla seconda metà del 2021, fino a settembre 2023, c’è stato un aumento generalizzato dell’inflazione in tutto il mondo, con dei picchi che hanno toccato, nei mesi autunnali del 2022, anche il 12% mensile (potete trovare queste informazioni in questo grafico). Il primo aumento di prezzi di PS5 e  si va a configurare proprio in questo periodo, con 50€ aggiunti al prezzo di entrambi i modelli di console (Digital e con lettore).

Se però nel 2023 sembrava essere tutto finito e che piano piano saremmo rientrati alla normalità, con i costi destinati a diminuire come sempre stato in passato, una terribile, nuova minaccia si è invece abbattuta sull’industria tecnologica mondiale: la popolarizzazione e lo sdoganamento dell’intelligenza artificiale, che è ormai (purtroppo) diventata una realtà affermata nelle nostre vite. Le intelligenze artificiali per funzionare hanno infatti bisogno di enormi e costosissimi data center, che hanno lentamente fagocitato una massiccia parte della produzione di RAM e SSD mondiale, portando i prezzi di queste componenti, fondamentali sia per console che PC, letteralmente alle stelle. Non sono riuscito a trovare un grafico che illustrasse l’aumento di prezzo, ma in questo post su Reddit gli utenti commentano come, in un solo anno, il prezzo della RAM sia anche più che triplicato.

E se queste vi sembrano già abbastanza motivazioni, non dobbiamo dimenticarci delle politichi attuate dall’attuale amministrazione USA. Se infatti i dazi imposti sulle merci che arrivano in America non dovrebbero, in teoria, intaccare i prezzi di noi consumatori europei, la verità è che la diminuzione dei profitti genera una reazione a catena che, per venire colmata, porta infine a un aumento generalizzato del prezzo per tutti, a prescindere dal paese in cui si va ad effettuare poi l’acquisto del bene in questione.

E siamo arrivati quindi ad oggi, con i prezzi delle console che aumentano, con tantissime voci di corridoio che asseriscono che Nintendo seguirà la stessa policy a breve, rincarando il prezzo di Switch 2 (che, ricordo, è uscita meno di un anno fa), i prezzi dei componenti PC alle stelle, e la prossima generazione di console che sembra essere stata rimandata, al fine di smarcarsi da questo periodo di crisi. Periodo di cui, a dir la verità, si fatica a vedere la fine. E, piano piano, si ha la sensazione che il gaming stia diventando sempre di più un hobby di lusso.