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Neonata, rischia di morire soffocata: salvata da uno specializzando

Di In Cronaca
Settembre 06, 2026
Neonata in ospedale stringe il dito di un medico durante l’assistenza sanitaria.

Una corsa nel cuore della notte, una neonata di appena 15 giorni in condizioni disperate e l’intervento tempestivo di un giovane medico. È quanto accaduto nella notte tra il 2 e il 3 settembre alla Casa della Comunità di Castelmassa, in provincia di Rovigo, dove una bambina arrivata in arresto respiratorio è stata salvata grazie alle manovre di rianimazione e disostruzione praticate da un medico di continuità assistenziale.

I genitori hanno portato la piccola nella struttura in piena notte, dopo che la neonata aveva avuto un episodio di soffocamento durante l’alimentazione. Quando è arrivata nell’ambulatorio, la situazione era gravissima: la bambina era incosciente, cianotica, non piangeva e non respirava.

Ad accoglierla è stato il dottor Giuseppe Puliafito, medico al secondo anno di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa a Verona e da due anni impegnato nella continuità assistenziale. Di fronte all’emergenza, il medico ha immediatamente iniziato le manovre di rianimazione e disostruzione, mentre venivano allertati i soccorsi avanzati.

Per circa quindici minuti il giovane medico ha continuato a intervenire sulla bambina. Poi i primi segnali di ripresa: la neonata ha gradualmente ricominciato a respirare, ha pianto e starnutito e il suo colorito è tornato progressivamente normale.

Poco dopo è arrivato il personale del Suem 118, che ha completato l’assistenza e trasferito la piccola in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie.

Per Puliafito si è trattato di un’emergenza particolarmente delicata. Il medico ha raccontato che in passato gli era già capitato di affrontare situazioni di emergenza, ma mai con un neonato. In quei momenti, ha spiegato, è necessario mantenere la lucidità e mettere immediatamente in pratica quanto appreso durante la formazione.

La vicenda ha ricevuto anche il ringraziamento delle istituzioni. La Regione Veneto ha espresso riconoscenza al medico e agli operatori del Suem 118, sottolineando come preparazione, professionalità e tempestività siano state decisive per evitare che quella notte si trasformasse in una tragedia.

Una storia conclusasi con un lieto fine grazie alla rapidità dei genitori nel cercare aiuto e all’intervento dei sanitari. Quindici minuti che hanno fatto la differenza e permesso a una bambina di tornare a respirare.