Benito Mussolini e l’ascesa del Fascismo in Italia (I Parte).

Di In Almanacco
Agosto 25, 2026
Benito Mussolini

 



Benito Amilcare Andrea Mussolini è nato a Predappio29 luglio 1883 e ucciso a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945 è stato un politico e giornalista italiano. Fu il fondatore del fascismo e il primo tra i dittatori fascisti dell’Europa novecentesca.

 Il nome “Benito Amilcare Andrea” fu deciso dal padre, socialista. Desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell’agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece battezzare il figlio.

Nato da una famiglia di umili origini, frequentò le prime due classi elementari prima a Dovia e poi a Predappio (1889-1891); entrò quindi per volontà della madre nel collegio salesiano di Faenza (1892-ottobre 1894), ma venne trasferito in seguito a una punizione (comprensiva della retrocessione dalla classe quarta alla seconda) per una rissa nella quale ferì un suo compagno più grande con un coltello. A Faenza, Benito passò un periodo infelice: oltre alle punizioni corporali subite dai frati salesiani per la sua scarsa osservanza delle regole del collegio, visse con rabbia e frustrazione la sua condizione sociale. La famiglia era di modeste condizioni: il padre, pur avendo una propria attività, viveva ai margini della comunità locale a causa delle sue idee politiche; la madre, che insegnava ai bambini delle elementari presso Palazzo Varano, guadagnava uno stipendio insufficiente a compensare le mancate entrate del marito.

Aiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di Forlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di Giosuè Carducci, dove conseguì nel settembre 1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall’ottobre di quell’anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore).

Aiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di Forlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di Giosuè Carducci, dove conseguì nel settembre 1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall’ottobre di quell’anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore). A Forlimpopoli, anche per l’influsso paterno, Mussolini si avvicinò al socialismo militante facendosi notare in comizi serali nei paesi limitrofi e nel 1900 si iscrisse al Partito Socialista Italiano, dove fece amicizia con Olindo Vernocchi. L’8 luglio 1901 ottenne il diploma di Maestro elementare nello stesso istituto di Forlimpopoli. Successivamente avanzò domanda d’insegnamento, per concorso o per incarico, in diversi comuni (Predappio, LegnanoTolentinoAncona, e Castelnuovo Scrivia), senza riuscire a ottenere la cattedra. A Predappio si propose anche come “sostituto aiutante” del segretario comunale. La sua domanda fu respinta dal gruppo moderato con 10 voti su 14.

Forzando la mano alle istituzioni, con l’aiuto di atti di squadrismo e d’intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 nella marcia su Roma, il 30 ottobre Mussolini ottenne da re Vittorio Emanuele III l’incarico di costituire il Governo (vedi Governo Mussolini). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, reagì con decisione alla crisi provocata dall’assassinio di Giacomo Matteotti, e nel gennaio 1925 assunse poteri dittatoriali. Dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando lAiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di Forlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di Giosuè Carducci, dove conseguì nel settembre 1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall’ottobre di quell’anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore).[20] A Forlimpopoli, anche per l’influsso paterno, Mussolini si avvicinò al socialismo militante facendosi notare in comizi serali nei paesi limitrofi e nel 1900 si iscrisse al Partito Socialista Italiano, dove fece amicizia con Olindo Vernocchi.[21] L’8 luglio 1901 ottenne il diploma di Maestro elementare nello stesso istituto di Forlimpopoli. Successivamente avanzò domanda d’insegnamento, per concorso o per incarico, in diversi comuni (Predappio, LegnanoTolentinoAncona, e Castelnuovo Scrivia), senza riuscire a ottenere la cattedra. A Predappio si propose anche come “sostituto aiutante” del segretario comunale. La sua domanda fu respinta dal gruppo moderato con 10 voti su 14.a supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito. Nel febbraio del 1929 stipulò i Patti Lateranensi con la Santa Sede.

In politica estera appoggiò e finanziò i movimenti fascisti, sostenendo militarmente i franchisti nella guerra civile spagnola (1936-1939). Si avvicinò alla Germania nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì l’Asse Roma-Berlino nel 1936 e firmò il Patto d’Acciaio del 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.

Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, decise per l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. In seguito alle sconfitte subite dal Regio Esercito italiano e allo sbarco in Sicilia, Mussolini fu messo in minoranza durante il Gran consiglio del fascismo (ordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), arrestato per ordine del re (25 luglio), e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell’Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. Approssimandosi la vittoria alleata, dopo aver invano cercato di trattare la resa, abbandonò Milano tentando la fuga verso la Svizzera, venendo però catturato dai partigiani a Dongo, sul lago di Como, il 27 aprile.[10][11][12][13][14] Fu fucilato il giorno seguente insieme all’amante Claretta Petacci.