Caldo estremo e clima, l’OMS lancia un nuovo allarme in Europa

Di In Cultura e Società
Giugno 28, 2026
Termometro che segna una temperatura elevata sotto un sole intenso in una piazza cittadina, mentre una donna si protegge con un ombrello dal caldo estremo. L'immagine rappresenta gli effetti delle ondate di calore legate al cambiamento climatico.

Le temperature elevate e le sempre più frequenti ondate di calore rappresentano una delle principali conseguenze del cambiamento climatico, con impatti significativi sulla salute pubblica.

Il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto un problema ambientale, ma è diventato una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo. A confermarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha lanciato un nuovo allarme dopo l’intensa ondata di calore che ha colpito l’Europa. Secondo il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso legati alle alte temperature nel continente europeo. L’Europa, inoltre, è l’area del pianeta che si sta riscaldando più rapidamente, con un aumento delle temperature pari a circa il doppio della media globale.

Il cambiamento climatico è causato principalmente dall’aumento dei gas serra prodotti dalle attività umane, come la combustione di carbone, petrolio e gas naturale, la deforestazione e alcuni processi industriali. L’anidride carbonica e il metano trattengono il calore nell’atmosfera, intensificando l’effetto serra naturale e provocando un progressivo aumento della temperatura media terrestre. Le conseguenze sono ormai evidenti: estati sempre più torride, eventi meteorologici estremi, siccità prolungate, incendi boschivi, alluvioni e lo scioglimento accelerato dei ghiacciai.

Tra gli effetti più pericolosi del riscaldamento globale vi sono proprio le ondate di calore. Questi fenomeni, che in passato si verificavano raramente, oggi sono sempre più frequenti, intense e durature. Le temperature elevate mettono a dura prova l’organismo umano, aumentando il rischio di disidratazione, colpi di calore, malattie cardiovascolari e respiratorie. Le persone più vulnerabili sono gli anziani, i bambini, i malati cronici e chi lavora molte ore all’aperto. Per questo motivo l’OMS definisce il caldo estremo un “killer silenzioso”, capace di provocare migliaia di vittime senza la spettacolarità di altri disastri naturali.

Secondo l’OMS, la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze. È necessario adottare politiche di adattamento e mitigazione: ridurre le emissioni di gas serra, investire nelle energie rinnovabili, aumentare le aree verdi nelle città e predisporre efficaci piani di prevenzione sanitaria per proteggere la popolazione durante le ondate di calore. Negli ultimi quattro anni, il caldo estremo ha causato oltre 200.000 morti in Europa, un dato che dimostra come la crisi climatica sia ormai anche una crisi sanitaria. Affrontare il cambiamento climatico significa quindi tutelare non solo l’ambiente, ma anche la salute e la sicurezza delle generazioni presenti e future.