C’è stato un tempo in cui, per divertirsi al volante, non servivano centinaia di cavalli, centraline sofisticate o schermi giganti sulla plancia. Bastavano poco più di 700 chili di lamiera, quattro ruote spinte agli angoli della carrozzeria e un nome che evocava il mito: Sporting.
Lanciata nel 1994, la Fiat Cinquecento Sporting non era solo una versione “vitaminizzata” della citycar torinese. Era una dichiarazione d’intenti. In un’epoca dominata dalle linee squadrate, la Sporting portò una ventata di freschezza, diventando in breve tempo l’oggetto del desiderio dei neopatentati e l’incubo dei semafori cittadini.
Il fascino del “Pocket Rocket”
Esteticamente la Sporting si riconosceva lontano un miglio. Disponibile in colori iconici come il Giallo Ginestra o il Rosso Corsa, sfoggiava dettagli esclusivi:
– assetto ribassato e barre antirollio maggiorate;
– cerchi in lega a quattro razze;
– sedili avvolgenti con motivi colorati e cinture di sicurezza, spesso, di un rosso fiammante;
– terminale di scarico cromato e specchietti in tinta.
Sotto il cofano batteva il leggendario propulsore 1.1 Fire da 54 CV accoppiato ad un cambio a rapporti corti. La magia risiedeva nel rapporto peso-potenza, che la rendeva una scattista nata.
Guidarla significava riscoprire il piacere analogico: lo sterzo diretto, il cambio secco e quella sensazione di essere su un kart targato. Non era fatta per le autostrade, ma nel traffico urbano e nelle strade tortuose di collina, la “piccola” di casa Fiat era capace di umiliare vetture di cilindrata ben superiore.
Un trampolino per i campioni
La Cinquecento Sporting non ha conquistato solo le strade, ma anche i tracciati. Il Trofeo Cinquecento è stato per anni la palestra d’eccellenza per i giovani talenti del rally, lanciando piloti del calibro di Giandomenico Basso. Quella scatoletta gialla era robusta, facile da elaborare e incredibilmente divertente alla guida.
Oggi, a trent’anni dal suo debutto, la Sporting è il simbolo di un’automobilismo che non c’è più.Sta vivendo una seconda giovinezza come youngtimer. I prezzi nel mercato dell’usato sono in costante ascesa, spinti dalla nostalgia di chi l’ha avuta e dal desiderio dei collezionisti di possedere un pezzo di storia Fiat.