Negli anni ’90, il mondo dell’auto viveva un’epoca d’oro. In quel panorama dominato da icone leggendarie, la Honda CRX Del Sol (lanciata nel 1992) ha vissuto una storia tormentata.
Erede delle prime due generazioni di CRX — quelle coupé affilate e nervose, entrate nel mito delle “bare su ruote” per la loro reattività — la Del Sol decise di cambiare radicalmente pelle. Non più una coupé pura, ma una spider con tetto targa. Un’auto “del sole”, appunto.
All’epoca l’accoglienza fu tiepida, quasi diffidente. I puristi rimproverarono alla Honda di aver ammorbidito la stirpe CRX, trasformandola in una vettura da passeggio. Ma il tempo, si sa, è galantuomo. Oggi la Del Sol non è più considerata l’anello debole, bensì una delle youngtimer più desiderate, divertenti e tecnologicamente affascinanti di quel decennio.
La vera magia della Del Sol risiede nella sua carrozzeria. Honda non si limitò a tagliare il tetto alla Civic (sulla cui piattaforma EG6 l’auto è basata), ma creò qualcosa di unico. La vettura offriva un pannello in alluminio rimovibile manualmente, ma la vera chicca per l’epoca era la versione dotata del sistema TransTop: un meccanismo robotizzato spaziale che sollevava il cofano del bagagliaio, faceva uscire due bracci meccanici, afferrava il tetto e lo riponeva orizzontalmente nel baule. Una coreografia ingegneristica che ancora oggi lascia a bocca aperta nei raduni.
Sotto il cofano della Del Sol batteva la vera eccellenza motoristica giapponese. Se la versione d’accesso ESi montava un comunque onesto 1.6 da 125 CV, era la variante VTi a far tremare i polsi.
Il motore B16A2 da 1,6 litri a doppio albero a camme era un capolavoro aspirato da 160 CV. Una potenza specifica di ben 100 CV/litro, un valore fantascientifico per l’epoca, ottenuto senza l’ausilio di alcun turbocompressore. La magia stava tutta nella tecnologia VTEC: superati i 5.500 giri, la fasatura delle valvole cambiava radicalmente, la spinta diventava rabbiosa e il sound mutava in un urlo motociclistico capace di spingersi fino a quota 8.200 giri al minuto.
Se fino a dieci anni fa una Del Sol si poteva portare a casa per poche migliaia di euro, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Gli appassionati di auto giapponesi e i nostalgici degli anni ’90 hanno avviato una vera e propria caccia all’esemplare originale.