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Il braccio di ferro tra Roma e Madrid: Sánchez risponde a Meloni e sospende Schengen

Di In Politica
Agosto 09, 2026
d e e c f aa e da b

La città autonoma spagnola di Ceuta, situata sulla costa nordafricana dello Stretto di Gibilterra e considerata un’exclave della Spagna in territorio marocchino, tra il 30 e il 31 luglio è stata protagonista di un autentico assalto da parte di una consistente ondata di migranti marocchini. A distanza di una settimana, questa crisi migratoria è diventata uno degli argomenti cardine della politica estera, soprattutto alla luce del braccio di ferro diplomatico tra il governo di Madrid, guidato da Pedro Sánchez, e quello di Roma, presieduto da Giorgia Meloni.

Il braccio di ferro tra Roma e Madrid

La sospensione dell’accordo di Schengen per un mese — dal primo agosto al primo settembre — da parte dell’esecutivo di centrodestra, molto discussa dalle opposizioni e dall’opinione pubblica in genere, ha avuto, come prevedibile effetto collaterale, delle tensioni che ormai da giorni separano i due Paesi. Dopo aver lanciato un ultimatum, rimbalzato al mittente, Madrid ha deciso di rispondere per le rime, sospendendo per un mese l’accordo di Schengen alle frontiere aeree e marittime con la Spagna.

A differenza dello storico Muro di Berlino, tanto per fare un esempio concreto, la barriera che separa Spagna e Italia è fatta di controlli incrociati in porti e aeroporti, ai danni di migliaia di viaggiatori, in vacanza e non. E così, nelle scorse ore — e fino al 7 settembre — sono scattati i controlli a campione per i passeggeri in arrivo nel Paese iberico dall’Italia.

Bruxelles prova a ricucire lo strappo

La reciproca decisione di Italia e Spagna di ripristinare i controlli alle frontiere rappresenta una ferita nell’unità europea. Bruxelles, però, prova a stemperare le tensioni e a difendere Schengen. Il commissario Ue agli Affari Interni, Magnus Brunner, ha ricordato che i controlli sono temporanei e ha ribadito la necessità di rafforzare le frontiere esterne dell’Unione, Ceuta compresa.

Madrid ha giustificato la propria ritorsione richiamando la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e i possibili rischi per la sicurezza interna. Roma, invece, ha respinto l’ultimatum spagnolo alla luce dell’allarme per possibili nuovi assalti alle exclave spagnole in Marocco in vista di Ferragosto.

A Ceuta, intanto, la situazione sembra essere tornata sotto controllo. Secondo quanto riportato dall’ANSA, dei circa 72.000 migranti arrivati a fine luglio, circa 70.000 sono già rientrati in Marocco. Restano però migliaia di persone nell’exclave e l’Associazione marocchina per i diritti umani ha aggiornato a 141 il bilancio dei morti recuperati sui due versanti della costa.

Come funzionano i controlli alle frontiere

Secondo quanto ricostruito da Sky TG24, i controlli introdotti dall’Italia riguardano in particolare i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna e si concentrano nei principali porti e aeroporti interessati dai collegamenti tra i due Paesi. La sospensione temporanea dell’applicazione di Schengen non significa quindi la chiusura delle frontiere, ma il ripristino delle verifiche sui viaggiatori interessati. I controlli sono destinati a rimanere in vigore almeno fino al 15 agosto, data indicata da Palazzo Chigi come termine minimo della misura, mentre prosegue il braccio di ferro diplomatico con Madrid.

L’assistenza della Farnesina

La Farnesina ha rafforzato l’assistenza dei consolati e dei propri uffici ai cittadini italiani che si trovano in Spagna o che sono in viaggio verso il Paese. Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Esteri, la situazione nei principali aeroporti spagnoli non ha finora provocato particolari disagi e i controlli sui documenti sono stati effettuati con fluidità su un campione di passeggeri. Restano validi i normali requisiti di ingresso, ovvero il possesso di un passaporto o di una carta d’identità valida per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno. Il Ministero ha inoltre aggiornato la pagina dedicata alla Spagna sul portale ufficiale Viaggiare Sicuri, dove i cittadini possono trovare tutte le informazioni utili, gli aggiornamenti sulla situazione e le indicazioni delle autorità locali.

L’appello di Mattarella da Marcinelle

A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato il sacrificio dei 262 lavoratori morti nella miniera del Bois du Cazier, 136 dei quali italiani, richiamando ancora una volta il valore della sicurezza sul lavoro, della lotta a ogni forma di sfruttamento e della dignità umana. Un messaggio che, pur restando fuori dal braccio di ferro tra Roma e Madrid, assume una particolare attualità proprio mentre la crisi di Ceuta riporta al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori. Il capo dello Stato ha invitato a non affrontare le migrazioni soltanto attraverso la logica dell’emergenza, sottolineando la necessità di una strategia “possibile e sostenibile” capace di tutelare la dignità delle persone.