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Uccise la nonna ad Altino, Alessandro Carminucci resta in carcere: il gip convalida l’arresto

Di In Cronaca
Agosto 09, 2026
Agente della Polizia di Stato accanto a un'auto di servizio con lampeggianti blu accesi durante un intervento notturno in città. Sullo sfondo altre pattuglie e forze dell'ordine impegnate in un'operazione di controllo.

Resta in carcere Alessandro Carminucci, il 25enne accusato dell’omicidio della nonna Gilda Di Giuseppe, 89 anni, nella casa di famiglia ad Altino, in provincia di Chieti. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto nella giornata di sabato 8 agosto. Il giovane è accusato di omicidio volontario aggravato e si trova detenuto nel carcere di Lanciano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’allarme era scattato nella serata del 5 agosto, dopo una telefonata effettuata dal 25enne a una zia residente a Londra. Quando i Carabinieri sono arrivati nell’abitazione dell’anziana, hanno trovato la donna ormai senza vita e il nipote in evidente stato confusionale.

Carminucci si trovava ad Altino da alcuni giorni ed era ospite della nonna per il periodo estivo. L’autopsia sul corpo di Gilda Di Giuseppe è stata eseguita venerdì 7 agosto dal medico legale Sara Sablone, su incarico della Procura della Repubblica di Lanciano. L’esame, durato circa cinque ore, avrebbe confermato che l’89enne è stata colpita ripetutamente alla testa e al volto, con più di dieci colpi inferti utilizzando oggetti contundenti e armi da taglio. Il deposito del referto ufficiale è atteso entro i prossimi 60 giorni.

La Procura ha intanto dato il nullaosta per la restituzione della salma alla famiglia. I funerali di Gilda Di Giuseppe sono previsti per domenica 9 agosto alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria del Popolo ad Altino.

Al termine dell’udienza di convalida, l’avvocato Luigi Toppeta, difensore del 25enne, ha spiegato che l’interrogatorio non avrebbe modificato il quadro emerso finora dalle indagini. Secondo il legale, Carminucci avrebbe mostrato difficoltà nel ricostruire quanto accaduto.

Il giovane, ha riferito l’avvocato, alternerebbe momenti in cui sostiene di ricordare alcuni episodi ad altri in cui afferma di non ricordare nulla. Per la difesa, le sue dichiarazioni sarebbero quindi inattendibili.

Il legale ha inoltre parlato di una situazione familiare particolarmente dolorosa, sottolineando come i parenti siano rimasti vicini al 25enne nonostante la gravità dell’accusa. La difesa sostiene che il gesto possa essere collegato a una patologia che, secondo quanto riferito dall’avvocato, il giovane si porterebbe dietro da tempo.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio e chiarire cosa sia accaduto nella casa di Altino nella serata del 5 agosto.