Le forze armate israeliane hanno bloccato nuovamente le imbarcazioni dirette a Gaza. Tutte le barche della Global Sumud Flotilla, comprese le dieci che ieri erano scampate all’abbordaggio e avevano continuato a navigare verso Gaza, sono state intercettate e attaccate.
I mezzi della Flotilla erano salpati dalla Turchia per sfidare il blocco navale dell’Idf e portare aiuti alla popolazione palestinese. Le imbarcazioni, ormai arrivate a circa un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia, sono state attaccate dalla marina israeliana, che questa volta avrebbe utilizzato proiettili sparati contro sei navi, tra cui anche una italiana.
A riferire dell’accaduto è stata la stessa Global Sumud Flotilla che, pur precisando di non poter confermare la natura dei colpi esplosi, ha sollecitato l’intervento delle autorità italiane a tutela degli attivisti presenti a bordo, compresi i 29 connazionali che dovrebbero essere fatti sbarcare nel porto di Ashdod.
Israele ha poi chiarito che non sarebbero stati “sparati colpi di arma da fuoco”, precisando che, dopo ripetuti avvertimenti, sarebbero stati utilizzati mezzi non letali contro l’imbarcazione e non contro i contestatori, a scopo dissuasivo. Le autorità hanno inoltre sottolineato che nessun attivista sarebbe rimasto ferito durante l’episodio.
L’ipotesi di una rapida liberazione per gli attivisti, come avvenuto lo scorso aprile quando tutti i partecipanti(ad eccezione di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek) furono rilasciati a Creta, è completamente sfumata. Per i trattenuti, al momento, si profilano invece due possibili scenari: l’espulsione immediata per chi accetta, oppure entro 24 ore per gli altri, salvo eventuali interrogatori o ulteriori approfondimenti investigativi, come già accaduto in precedenza per Ávila e Keshek.
L’intervento di Tajani
È immediata la reazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto di “verificare con urgenza l’eventuale uso della forza da parte delle autorità israeliane”. Tajani ha inoltre incaricato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari, di compiere un passo formale per garantire a tutti i connazionali un trattamento dignitoso, piena protezione e l’incolumità. In conformità con il diritto internazionale e le convenzioni consolari vigenti, l’ambasciata ha chiesto alle autorità israeliane competenti di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità fisica e i diritti fondamentali dei cittadini italiani.
Le dichiarazioni della Flotilla
“La presenza a bordo di cittadini italiani e di natanti battenti bandiera italiana fa sorgere in capo allo Stato italiano non una facoltà, ma un preciso obbligo positivo di protezione”, scrive la Global Sumud Flotilla. In particolare si chiede di intervenire subito per proteggere gli equipaggi, di condannare l’apertura del fuoco e avviare l’accertamento delle responsabilità penali.
Si tratta di un accertamento che si inserisce nel solco delle iniziative già avviate dalla Procura di Roma, che ha aperto fascicoli ipotizzando i reati di tortura per l’abbordaggio dello scorso ottobre e di sequestro di persona per quello del 29 aprile. Alle contestazioni mosse in precedenza si aggiungerebbe oggi, per gli attivisti, anche l’ipotesi di tentato omicidio, mentre è stato depositato formalmente un esposto-denuncia per sequestro di persona.
Sul fronte politico, è dura la reazione dell’opposizione, a partire da Giuseppe Conte. Il leader del M5s definisce l’episodio “gravissimo, un sequestro a mano armata, illegale e intollerabile”, chiedendo una risposta ferma del governo e l’immediata liberazione degli italiani coinvolti.
Nicola Fratoianni (Avs) sollecita invece il ministro Tajani a convocare l’ambasciatore israeliano, mentre la vicepresidente della Camera, Anna Ascani (Pd), invita l’esecutivo a intervenire senza indugi.