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M5s, Grillo torna all’attacco di Conte: dalla battaglia sul simbolo a Pulp Podcast

Di — In Politica
Ottobre 05, 2026
La disputa sul nome e sul simbolo si intreccia con le critiche dell’ex garante alla gestione del Movimento. Dopo gli attacchi dei mesi scorsi, Grillo è tornato a parlare a Pulp Podcast: “Sono stato estromesso”, mentre Conte ha scelto di non alimentare il nuovo botta e risposta.

Lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sul futuro del Movimento 5 Stelle non sembra destinato a chiudersi. Al centro della contrapposizione ci sono la diversa visione dell’identità del M5s, la gestione del Movimento negli ultimi anni e soprattutto la disputa sul nome e sul simbolo, per i quali Grillo ha avviato un’azione legale contro la formazione guidata da Conte.

La battaglia giudiziaria è iniziata a marzo, quando Grillo ha notificato al M5s un atto di citazione davanti al Tribunale di Roma rivendicando la titolarità del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”. La controversia riguarda quindi anche la possibilità per l’attuale organizzazione pentastellata di continuare a utilizzare nome e simbolo.

La vicenda legale ha fatto da sfondo al ritorno di Grillo sulla scena politica. A luglio, dopo il rinvio dell’udienza sul simbolo, l’ex garante aveva pubblicato un lungo intervento nel quale accusava il Movimento di aver perso la propria identità. “Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il Movimento”, aveva scritto, sostenendo che i Cinque Stelle, nati per affrontare le grandi trasformazioni della società, avessero finito per occuparsi soprattutto della gestione del potere.

Le parole di Grillo avevano provocato una replica di Conte, che aveva risposto ricordando anche la definizione di “grillino” utilizzata in passato dallo stesso fondatore nei confronti di Mario Draghi. Il confronto tra i due si era così nuovamente spostato dal piano giudiziario a quello politico, riportando al centro la questione di quale debba essere l’identità del Movimento.

A settembre Grillo ha poi scelto un altro palcoscenico per tornare a parlare del M5s: Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr. Marra. Già nelle anticipazioni della puntata erano emerse parole molto dure nei confronti di Conte. Grillo aveva definito l’attuale Movimento “un’altra cosa”, accusando la leadership di essere nelle mani di un “reverendo Jones” e dell'”uomo che sussurrava ai cavilli”.

La puntata, trasmessa il 21 settembre, ha confermato il tono delle anticipazioni. Grillo ha dichiarato di essere stato “estromesso” dal Movimento, precisando però di non avere rimpianti. A suo giudizio, il M5s attuale è ormai “un partito normale” e non conserva più lo spirito delle origini. “Di progressista ha solo la paralisi progressiva”, ha detto riferendosi alla formazione guidata da Conte.

L’ex garante ha anche rivendicato il progetto originario costruito insieme a Gianroberto Casaleggio, sostenendo che molte delle idee discusse allora siano diventate successivamente temi centrali nel dibattito pubblico. Da qui la frase con cui ha sintetizzato il proprio rapporto con l’esperienza politica del Movimento: “Mi sento postumo di me stesso da vivo”.

Proprio durante il podcast è arrivato però un chiarimento importante rispetto alle indiscrezioni circolate nelle settimane precedenti sulla possibile nascita di una nuova formazione politica. Grillo ha escluso di avere intenzione o possibilità concrete di fondare un nuovo partito: “Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà”. Ha spiegato di poter eventualmente continuare a fornire “input” e idee, senza annunciare quindi una nuova lista alternativa al M5s.

La sua posizione sul simbolo, invece, rimane ferma. Parlando del ricorso contro il Movimento guidato da Conte, Grillo ha spiegato di voler proseguire la battaglia anche perché, a suo giudizio, l’attuale leadership dovrebbe poter portare avanti il proprio progetto con un’identità distinta da quella del Movimento delle origini. La controversia giudiziaria resta quindi uno dei principali terreni di confronto tra i due.

Conte, dal canto suo, ha scelto nelle ultime settimane di non rispondere direttamente alle provocazioni di Grillo. Dopo la puntata di Pulp Podcast ha dichiarato che l’ex garante può “esprimere tutte le opinioni che ritiene”, evitando di riaprire un botta e risposta pubblico sulle singole accuse.

Il conflitto tra i due nasce da una frattura che negli anni è diventata sempre più profonda. Da una parte Grillo continua a rivendicare la paternità politica e ideale del Movimento fondato insieme a Casaleggio e sostiene che l’attuale M5s si sia allontanato dai valori originari. Dall’altra Conte guida oggi una formazione che considera il risultato dell’evoluzione politica del Movimento e della sua comunità.

Per il momento, dunque, non c’è un nuovo partito di Grillo né un ritorno dell’ex garante alla guida del M5s. C’è invece una battaglia ancora aperta sul nome e sul simbolo, accompagnata da una contrapposizione politica che continua a riemergere ogni volta che Grillo torna a parlare pubblicamente del Movimento e di Conte.

Lo scontro potrebbe quindi proseguire ancora a lungo, mentre sullo sfondo rimane il procedimento giudiziario sulla titolarità del nome e del simbolo. Una disputa che non riguarda soltanto il passato del Movimento, ma potrebbe avere conseguenze anche sulla sua identità e sul suo futuro politico.