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Made in EU, Bruxelles rilancia l’industria europea

Di — In Politica
Settembre 23, 2026
L’Unione europea punta a rafforzare la propria industria attraverso nuove regole legate al Made in EU, con maggiore attenzione alla produzione europea, alle filiere strategiche e alla competitività internazionale.

L’Unione europea prepara nuove regole per rafforzare la produzione industriale nel continente e ridurre alcune dipendenze strategiche dall’estero. Al centro del progetto c’è l’Industrial Accelerator Act, la proposta presentata dalla Commissione europea il 4 marzo 2026 per sostenere la competitività delle imprese, favorire la produzione a basse emissioni e aumentare la presenza di prodotti realizzati nell’Unione. Il piano introduce criteri legati al “Made in EU” negli appalti pubblici e nei programmi di sostegno finanziario destinati ad alcuni settori strategici. Tra questi figurano acciaio, cemento, alluminio, industria automobilistica e tecnologie per la transizione energetica. La proposta punta anche a rendere più rapide le autorizzazioni per i nuovi progetti industriali e a stabilire condizioni specifiche per alcuni grandi investimenti provenienti da Paesi extraeuropei. L’obiettivo indicato dalle istituzioni europee è rafforzare le catene di approvvigionamento e aumentare il valore economico generato all’interno del mercato unico. Il progetto assume particolare importanza nel settore automobilistico, dove Europa, Cina e altri grandi produttori competono nello sviluppo di veicoli elettrici, batterie e componentistica. Le nuove regole stanno attirando attenzione anche nel Regno Unito. Le industrie britanniche mantengono infatti legami molto stretti con il mercato automobilistico europeo e Londra punta a trovare una forma di collaborazione che consenta alle proprie imprese di partecipare alle nuove opportunità industriali. Il provvedimento europeo si trova ancora nel percorso legislativo. Parlamento europeo e Consiglio dovranno esaminare e concordare il testo prima della sua entrata in vigore. La discussione sul “Made in EU” rappresenta quindi uno dei principali dossier della nuova politica industriale europea, con possibili effetti su investimenti, occupazione, produzione e rapporti commerciali internazionali.