La Classe Regina torna in Brasile dopo oltre vent’anni e lo fa su un circuito quasi nuovo, il rinnovato Autódromo Internacional Ayrton Senna di Goiânia. Ducati cerca risposte dopo il colpo incassato in Thailandia da un’Aprilia trasformata. Sullo sfondo, l’incognita più grande resta il meteo: le previsioni indicano un’alta probabilità di gara bagnata. In Brasile la MotoGp non ci corre addirittura dal 1989, ma quel vecchio tracciato è stato totalmente rimesso a nuovo. Non esiste quindi alcun dato precedente per team e piloti: niente riferimenti di set‑up, nessuna statistica, solo qualche test limitato e le informazioni ricavate al simulatore.
Il layout brasiliano è un circuito totalmente destrorso, con una prevalenza di curve a destra che lo rende quasi l’opposto filosofico di piste come il Sachsenring, tradizionale terreno di caccia per Marc Márquez grazie alla predominanza di sinistre. il dominio tecnico e statistico di Ducati è stato incrinato da un’Aprilia capace di monopolizzare la scena a Buriram, con Marco Bezzecchi padrone del weekend tra pole, ritmo gara e vittoria nella corsa lunga. Il risultato ha interrotto una lunghissima striscia di gare con almeno una Ducati sul podio e ha acceso più di un campanello d’allarme, anche se è troppo presto per parlare di crisi. La Desmosedici resta la moto con il pacchetto complessivo più completo e con una profondità di schieramento unica, ma il feeling con la nuova superficie brasiliana, la gestione della gomma anteriore sulle tante destre e l’eventuale adattamento in condizioni di bagnato estremo saranno un vero stress‑test della stagione per capire se il ”normale” ordine gerarchico del paddock sta davvero cambiando.
Se il capitolo tecnico offre già materiale abbondante, l’incognita più grande del Gran Premio del Brasile resta il meteo, protagonista assoluto nelle ore che precedono l’arrivo del circus a Goiânia. Le immagini del tracciato allagato hanno fatto il giro del mondo: piogge torrenziali hanno trasformato in piscine il tunnel di accesso al paddock e alcuni punti chiave del circuito, con tratti della prima curva e dell’ultima piega completamente coperti d’acqua. Gli addetti ai lavori hanno sottolineato come il nuovo sistema di drenaggio abbia comunque risposto in maniera sorprendente, riuscendo a liberare l’asfalto in tempi relativamente brevi e mantenendo, almeno per ora, la regolarità del weekend in calendario. Le previsioni però parlano chiaro: sono attesi rovesci e possibili temporali soprattutto tra sabato e domenica, con la prospettiva concreta di qualifiche e gara disputate su pista bagnata o in condizioni miste, scenario che potrebbe rimescolare completamente i valori.
Marc Marquez, il ducatista si è detto soddisfatto del suo debutto in Brasile, dove la scarsa conoscenza della pista e le condizioni meteorologiche mutevoli hanno creato il contesto ideale per mettere a frutto la sua capacità di adattamento, senza rischiare cadute che potrebbero rivelarsi deleterie, specialmente nel Settore 1. Come accade in ogni Gran Premio, giovedì Marc Marquez ha iniziato la giornata con un atteggiamento di grande modestia. Ha, affermando che quella straordinaria capacità di adattamento che lo ha sempre contraddistinto, e che gli ha permesso di stare davanti a tutti per quasi tutta la sua carriera nel Motomondiale, si è affievolita a causa dell’età, per aver accumulato un’esperienza che va a discapito dell’incoscienza.
Con l’asfalto nelle peggiori condizioni possibili, né del tutto asciutto né abbastanza bagnato da ricorrere alle gomme scanalate, il numero 93 ha approfittato dei primi 20′ di prove libere, senza pioggia, per assicurarsi l’accesso diretto alla Q2, In qualifica una caduta negli ultimi minuti lo ha relegato al terzo posto, avrebbe potuto far meglio. La Desmosedici sembra più competitiva della primo GP in Thailandia dove il “Cannibale della Rossa di Borgo Panigale ha chiuso nella Sprint al secondo posto per una penalità, e nella Race ha dovuto ritirarsi. Merito anche delle condizioni climatiche che cambiano repentinamente, con asfalto da bagnato a umido, sullo storico circuito brasiliano Marc Marquez potrebbe ben figurare domenica nella gara lunga e anche giuocarsi la vittoria, ovviamente escludendo eventuali errori, cadute e noie meccaniche, Bezzecchi e Acosta permettendo.
Marc Marquez, al termine delle qualifiche:
“È stata una giornata di improvvisazione, sia perché si trattava di una pista nuova sia per le condizioni che abbiamo trovato; e queste circostanze sono il mio punto di forza. Per questo è stata una buona giornata”, ha riassunto Marquez, che poi ha fatto un’analisi dettagliata del tracciato dividendolo in due zone distinte. Questa pista richiede due stili di guida diversi. Il settore 1 è fluido, tipo Montmeló o Malesia, circuiti che non mi riescono bene. E poi ci sono i settori 2 e 3, più tecnici, in cui devi essere più preciso. Fisicamente mi sono trovato bene, perché è stata una giornata ‘leggera’ a causa dell’acqua. Mi sono sentito bene, molto solido in sella alla moto, mentre in Thailandia la sensazione era di debolezza. Preferisco una gara sul bagnato, il rischio di farsi male è molto alto soprattutto nel primo settore dove si va molto veloci”.