Irrompe nel panorama politico italiano il caso Ranucci, un caso che sta coinvolgendo i palazzi del potere, un caso scoppiato a causa dell’attentato ai suoi danni, attentato il cui mandante, reo confesso è il faccendiere Valter Lavitola. In queste righe non parleremo del gesto in sè, il lato penale, a questo ci penserà la giustizia, ma cercheremo di capire le motivazioni, le conseguenze, e il contesto, e cominciampo anche col dire che già è stata contattata Milena Gabbanelli per sostituire Ranucci alla guida del programma, ma lei ha già fatto sapere che non accetterà l’incarico. Ma tra chi è libero di pensiero, c’è chi dice che è Report che è sotto attacco della stampa filo governativa, stampa che si è sempre schierata contro Ranucci e Report, proprio perchè è una delle poche voci che non alzano peana a chi ha le leve del potere tra le mani, e si tenta di tutto per delegittimare in primis Ranucci; sembra una sorta di vendetta dei potenti che mal sopportano una delle poche trasmissioni, se non l’unica, che si occupa di loro, che l’hanno querelato più volte senza mai ottenere la sua condanna, e quindi non è parso vero a loro di approfittare della leggerezza di Ranucci di tenere un rapporto di amicizia con il Lavitola. Il giornalista del Fatto, Peter Gomez ha commentato che Sigfrido avrebbe fatto bene a spiegare tutto, la sua amicizia con Lavitola già settimane fa ma ora lo spiegherà ai magistrati e il giornalista si augura che lo faccia in modo chiaro e concreto. E’ risaputo che il giornalismo d’inchiesta è malvisto dal potere, dai potenti, di qualsiasi colore essi siano e quindi, quando si presta il fianco con leggerezze comportamentali, i suddetti potenti cercano di silenziare una voce fuori dal coro, mettere in cattiva luce chi scopre e ha sempre scoperto gli altarini ed è chiaro che, nel caso di cui stiamo parlando, sembra ascoltare una canzone già sentita tante volte: Ranucci è nel mirino, ma più che il conduttore, è la trasmissione, il suo format, il suo sucesso a fare paura a chi ha nelle mani le leve del potere. Comunque la storia presenterà tante altre facce, a noi non resta che sperare che non si arrivi a censurare voci fuori dal coro, si entrerebbe in un cono d’ombra dal quale poi sarebbe difficile uscire; un Paese civile ha bisogno di una TV d’inchiesta libera ed imparziale, è il sale della democrazia.