Short track: l’impresa di Steven Bradbury

Di In Altri Sport
Febbraio 13, 2026
Stevenbradburyofficial

Salt Lake City, febbraio 2002, in quella finale dei 1000 metri short track, il nome di Steven Bradbury non è tra quelli cerchiati in rosso. I favoriti arrivano dall’Asia e dal Nord America. L’Australia, negli sport invernali, è poco più di una comparsa.

La storia di Bardbury

Nel 1994 una lama gli squarcia la coscia in gara: oltre cento punti di sutura. Nel 2000 si frattura una vertebra cervicale in allenamento. Rischia la paralisi, sicuramente la fine della carriera.

Decide però di tornare sul ghiaccio, sa di non avere la stessa esplosività di prima ma decide di puntare sull’esperienza.

Le olimpiadi 2002

Bradbury parte nei primi turni come uno dei favoriti meno accreditati. Il suo obiettivo è semplice: qualificarsi evitando contatti, non vincere. Nei round iniziali, la strategia funziona alla perfezione: resta in coda al gruppo, controlla la corsa e approfitta di piccole cadute o sanzioni degli avversari per passare ai quarti di finale.

Nei quarti di finale i concorrenti diventano più aggressivi, l’australiano evita il contatto con gli avversari e sfrutta il caos per qualificarsi alla semifinale senza rischiare infortuni.

In semifinale lo stesso copione, Bradbury continua la sua tattica: resta dietro e osserva. In un momento chiave, alcuni concorrenti cadono o vengono squalificati, permettendogli di passare incredibilmente alla finale.

La finale

 I favoriti, tra cui pattinatori coreani, cinesi e statunitensi, si contendono il primo posto con velocità e aggressività, mentre l’australiano resta prudente, osservando il gruppo.

All’ultima curva, accade l’imprevisto: i quattro atleti davanti a lui entrano in contatto, scivolano sul ghiaccio e cadono. Bradbury, distante e al sicuro, mantiene l’equilibrio e continua la corsa. Supera il groviglio di avversari e taglia il traguardo da solo, conquistando il primo oro olimpico invernale della storia australiana.

Quella medaglia d’oro segnò la prima vittoria invernale olimpica della storia australiana e dimostra quanto la resilienza sia importante nello sport. A questa impresa venne addirittura dedicata una citazione che è entrata a far parte del linguaggio sportivo come significato di vittoria impossibile o improbabile “Doing a Bradbury”.