Trent’anni dall’ultimo album di 2Pac: tra genio e paranoia

Di In Musica
Febbraio 13, 2026

Era il 13 Febbraio 1996, quando 2Pac ha rilasciato quello che sarebbe poi diventato il suo ultimo album: All eyez on me. Trent’anni dopo festeggiamo l’anniversario di uno degli album più iconici dell’artista.

L’accusa di violenza e la permanenza in carcere

Pochi mesi prima 2Pac era finito in carcere per un’accusa di violenza sessuale mossa da una giovane donna, con cui l’artista aveva già avuto rapporti, che lo aveva accusato di aver aiutato i suoi aggressori. Sarebbe dovuto rimanere in carcere per almeno quattro anni ma fu rilasciato su cauzione dopo pochi mesi. La cauzione, di 1,4 milioni di dollari, fu pagata da Suge Knight, co-fondatore della Death Row Records, in cambio l’artista firmò un contratto per la produzione di tre album con la sua etichetta.

Il primo doppio-album nella storia dell’hip-hop

L’album è composto da 27 tracce e diviso in due parti, Book 1 e Book 2, è il primo doppio- album nella storia dell’hip-hop. Un’opera incredibilmente vasta e articolata realizzata in appena un mese. Secondo molti la scelta del doppio-album altro non era che una strategia di 2Pac per terminare prima il contratto con la Death Row Records e poter poi fondare la sua etichetta personale.

Il disco è ricordato anche dai meno appassionati per la presenza al suo interno del brano California love. Il brano, in collaborazione con Dr. Dre,  incarna appieno l’essenza della West Coast hip-hop.

2Pac tra paranoia e megalomania

Il titolo dell’album è emblematico della paranoia che l’artista si portava dietro, in un’intervista rilasciata a The Source Magazine prima dell’uscita del disco, 2Pac ha dichiarato di aver scelto quel titolo perché era così che si sentiva, osservato da tutti: dai fan, dalla polizia, dagli agenti federali, dalle donne. Tutti in attesa di conoscere la sua prossima mossa. Ma la paranoia non era l’unica cosa che accompagnava quotidianamente l’artista, 2Pac infatti era alimentato anche da una forte megalomania, contrapposta e in qualche modo coerente con la paranoia. Sempre durante l’intervista con The Source Magazine, infatti l’artista aveva dichiarato che in realtà non gli dispiaceva affatto avere tutti gli occhi puntati addosso e che anzi il suo obiettivo era ” far si che ogni singolo essere umano negli USA e nel mondo sappia chi è Tupac, cos’è la Death Row, e dove si trova Los Angeles, California”.  Per poi proseguire dicendo “Tengo molto a questo album perché voglio che venda. Sto davvero cercando di battere tutti i record. Perché nessun rapper ha mai pubblicato un doppio album. Non è mai stato fatto prima”.

La sparatoria a Las Vegas che ha messo fine alla sua vita

L’artista 25enne era pieno di obiettivi, eppure è morto pochi mesi dopo l’uscita di questo disco memorabile. Fu assassinato durante una sparatoria a Las Vegas, rimasta ancora oggi irrisolta, che portò via tutti i suoi progetti futuri.