Mimì e la nazionale di pallavolo: la storia poco conosciuta della sigla italiana

Di In Anime e Fumetti
Maggio 27, 2026
Mimì e la nazionale di pallavolo

Mimì e la nazionale di pallavolo, insieme a Mila e Shiro e Mimì Miceri, sono le protagoniste della pallavolo dell’animazione giapponese.

Ma in questo articolo ci dedichiamo solo a Mimì Ayuhara, ovvero la protagonista della serie Mimì e la nazionale di pallavolo e nello specifico della sua sigla che ha una stora molto interessante e non conosciuta ai più.

Come scritto in articoli precedenti, l’animazione giapponese ha sempre saputo spaziare tra i generi più diversi, tornando spesso su temi già affrontati ma reinterpretandoli con nuove serie, personaggi e target differenti. Tra gli argomenti più amati in Giappone c’è sicuramente la pallavolo, disciplina che ha ispirato numerosi anime diventati celebri anche in Italia e che rientra nel filone Spokon di cui abbiamo parlato nel corso dei mesi facendo riferimento a titoli come Rocky Joe, Supercar Gattiger, Sampei, Judo Boy, Pat la ragazza del Baseball, Ken Falco , ecc…

Ma tra i tanti spokon, la pallavolo ha avuto molte vite e nel corso degli anni sono state prodotte ben cinque serie dedicate a questo sport:

  • Mimì e la nazionale di pallavolo (Attack No.1 – 1969)
  • Mimì e le ragazze della pallavolo (Ashita e Attack – 1977)
  • Mila e Shiro (Attacker You! – 1984)
  • Mila e Shiro – Il sogno continua (New Attacker You! – 2008)
  • Haikyuu!! – L’asso della pallavolo (2014)

Le produzioni appartengono a epoche differenti e sono state realizzate da studi diversi, ma quasi tutte sono arrivate anche nel nostro Paese. Chi è cresciuto negli anni ’80 conserva ancora oggi un ricordo speciale soprattutto delle prime tre serie, mentre il revival moderno di Mila e Shiro non è riuscito a ottenere lo stesso impatto nostalgico e così come le sigle storiche delle prime serie sono entrate nell’immaginario collettivo la nuova sigla della pallavolista dai capelli rossi, forse pensata per un pubblico contemporaneo e caratterizzata da sonorità molto diverse da quelle anni ’80, non ha raggiunto la stessa popolarità.

Gran parte del successo italiano di questi anime quindi è legato anche alle sigle televisive. Georgia Lepore e Cristina D’Avena hanno infatti dato voce ai brani più iconici dedicati alle due protagoniste sportive più amate della TV e si contendono due sigle a testa (le due Mimì a Giorgia, Mila e Shiro e remake a Cristina) mentre Haikyuu!! ha conservato la sua sigla originale giapponese

La curiosa vicenda della sigla di Mimì

Il riferimento alla “curiosa storia della sigla” riguarda soprattutto Mimì e la nazionale di pallavolo, anche se spesso si fa confusione tra le due protagoniste chiamate Mimì.

Per distinguerle correttamente bisogna ricordare i loro nomi originali:

Mimì Ayuhara (Kozue Ayuhara) – Mimì e la nazionale di pallavolo
Mimì Miceri (Mimi Hijiiri) – Mimì e le ragazze della pallavolo

Non tutti ricordano che i primi 26 episodi di Mimì e la nazionale di pallavolo vennero trasmessi in Italia con un titolo completamente diverso: Quella magnifica dozzina. Era il 1981, e solo l’anno successivo, dopo l’acquisizione della serie da parte della Fininvest, arrivò il nome con cui il cartone sarebbe poi diventato famoso.
Fu solo con il cambio del titolo della serie che venne poi sostituita anche la sigla (che quindi fu una scelta provvisoria) con quella interpretata da Georgia Lepore, già nota per aver cantato 1.000.000 di anni fa, brano finale dell’anime Ryu il ragazzo delle caverne celebre per la sua sigla di apertura interpretata da Roberto Fogu, in arte Fogus, già interprete della sigla originale di Jeeg Robot.

Perché inizialmente non fu realizzata una sigla dedicata?

La spiegazione è piuttosto semplice e racconta bene il periodo storico dell’esplosione degli anime in Italia.
All’inizio degli anni ’80 le emittenti acquistavano e trasmettevano cartoni giapponesi a ritmi serrati. La RCA, che possedeva i diritti musicali, non riuscì a produrre in tempo una sigla originale e decise quindi di utilizzare un brano già presente nel proprio catalogo.
La scelta ricadde su Evening, composizione del 1977 eseguita dalla John Servus Orchestra, progetto legato al maestro Gianni Marchetti.
Quel brano strumentale, caratterizzato da un celebre motivetto fischiettato, venne utilizzato in numerose occasioni:

  • come tema finale del film *Notti porno nel mondo* (1977)
  • come apertura di *Notti porno nel mondo 2* (1978)
  • nei titoli di coda del film *New Toy* di Lene Lovich (1981)
  • nella colonna sonora di *Love duro e violento* (1985)
  • in alcuni spot pubblicitari televisivi degli anni ’80

Il mistero del disco rarissimo “Gimmick”

Evening fu pubblicata nel 1978 all’interno di Gimmick, rarissimo LP Library RCA firmato da Gianni Marchetti.
Si trattava di un disco destinato esclusivamente all’uso interno dell’etichetta discografica e mai distribuito commercialmente. Secondo i collezionisti, in Italia esisterebbero soltanto tre copie conosciute. Nel corso del tempo il brano ha avuto una storia editoriale piuttosto particolare. Per anni, infatti, non era nemmeno chiaro chi fosse il vero autore, complice l’enorme archivio musicale RCA ricco di composizioni spesso inutilizzate o archiviate senza particolari dettagli.
Perfino nei titoli di coda di New Toy compariva soltanto il titolo Evening, senza ulteriori crediti.

Chi scelse “Evening” per Quella magnifica dozzina?

La decisione fu presa da Anselmo Natalicchio, responsabile discografico RCA e grande amico di Gianni Marchetti.
Natalicchio contribuì anche ad altri progetti molto noti nel panorama delle sigle televisive italiane, tra cui *La spada di King Arthur* dei Cavalieri del Re.
Anche i crediti di Evening cambiarono più volte nel corso degli anni:

  • nel 1977 il brano risultava attribuito a Servus e alla John Servus Orchestra
  • successivamente comparve il nome Joe Dynamo
  • solo dal 1978 venne ufficialmente accreditato a Gianni Marchetti

 

L’arrivo della sigla definitiva di Georgia Lepore

Quando Fininvest acquisì i diritti della serie nel 1982, decise di sostituire la musica provvisoria con una sigla più coerente con il cartone animato.
Nacque così La fantastica Mimì, interpretata da Georgia Lepore e trasmessa dal 27° episodio fino alla conclusione della serie.
Il cast asrtistico dietro la realizzazione di questa sigla era composta da artisti ben noti del settore

  • Argante (Massimo Cantini) (musica) – Autore di sigle come Il grande Mazinger, Daltanious, Superobot 28, ecc
  • Luigi Lopez (musica) – Autore e interprete delle sigle Pinocchio perchè no, GOAL (Arrivano i superboys) oltre ad essere l’autore di Cybernella interpretata da Edoardo Vianello e Wilma Goich con il nome I Vianella
  • Claudio Maioli (arrangiamento) – Autore e interprete della sigla di Ken il guerriero
  • Carla Vistarini (testo)
  • Georgia Lepore (voce)
  • Douglas Meakin (cori) – Voce dei Superobots e Rocking Horse

Come accadeva spesso all’epoca, i 45 giri delle sigle contenevano due brani differenti:

Sul Lato A c’era la sigla La fantastica Mimì mentre sul lato B la sigla di Ultralion, un Tokusatsu che ha cavalcato il successo di altri telefilm del suo genere come Megaloman.
Utilizzare lo stesso disco per unire le sigle di due prodotti diversi era una pratica comune in quegli anni e quindi anche il cast artistico era diverso tra una facciata e l’altra.
Ultralion nello specifico fu realizzata da un altro super gruppo di autori

  • Happy Gang (interpreti) guidati dalla voce di Mauro GOldsand, già interprete delle sigle di Chobin e Carletto il principe dei mostri
  • Lucio Macchiarella (testi), poeta immenso che ha scritto brani immortali come Candy Candy, Conan, Sampei Babil Junior, ecc…
  • Mauro Goldsand e Aldo Tamborelli (musiche)

Cristina D’Avena contro Georgia Lepore: il “derby” delle sigle

Nel paragrafo precedente si era parlato du un pareggio tra Georgia Lepore e Cristina D’Avena in merito alla spartizione delle sigle dedicate alla pallavolo con un 2-2. Ma tra il 1995 e il 2008 la serie tornò nuovamente in televisione con una nuova sigla affidata a Cristina D’Avena.
Con questa reinterpretazione, la cantante bolognese riuscì simbolicamente a “superare” Georgia Lepore nel numero totale di sigle dedicate alle protagoniste della pallavolo giapponese.
Un risultato che, curiosamente, ricorda quasi il punteggio di una vera partita di volley: 3 a 2.